Uscire dalla rete

In rete si puó fare (quasi) di tutto, e si rivela ottima ed economica sia per informare che per coordinarsi. Eppure il rischio é che la rete si faccia trappola.

Il digital divide taglia fuori costantemente, implacabilmente, una grossa fetta di pubblico, di opinione pubblica. Che non accede, e quindi non vede (non sa). Indymedia é inesistente, per molti (Poi, il tg della sera dice le sue quattro banalitá, e allora ecco che tutti hanno un'idea. Distortissima, ma...)

Altro rischio é quello per gli attivisti stessi, che rischiano di restare imbrigliati nella rete e nelle comunicazioni solo virtuali. Che sono tante, infinite volendo, e prendono tempo, ed energia.

Allora, 'uscire dalla rete' é una delle varie sfide che un progetto internet born e internet based, come Indymedia, deve affrontare.

Puntare sul ruolo dei collettivi locali (IMC cittadini). Riprendere con piú convinzione in mano lo strumento print, ovvero versioni cartacee di parte dei contenuti web. Insistere con la distribuzione dei video. Aumentare le partecipazioni nelle radio comunitarie.

Inventarsi modi. Reinventarsi sempre. Ricordarsi, sempre, che esiste un mondo, lá fuori. Palpitante, vivissimo.

Nota di fine capitolo. Non mancano idee e volontari per sperimentare il progetto IMC in ambienti pericolosi, oggetto di attenzioni militari.

Dell'esperienza (non finalizzata) di realizzare un centro Indymedia a Baghdad, durante l'occupazione statunitense, restano le testimonianze, reperibili in rete, degli attivisti coinvolti in questo (coraggioso) tentativo8.19

2005-06-21