Imc-process: anatomia di un delirio collettivo

Dalla sua creazione, nel 2000, e per almeno un anno, la mailing list imc-process é stato uno dei vari ambiti in cui un numero crescente di attivisti contribuiva al dibattito internazionale sul come stava crescendo a livello di rete l'esperimento Indymedia. Discussione che scorreva in un modo poco strutturato, ma generalmente piacevole, priva di grosse tensioni e non troppo difficile da seguire - per chi avesse una conoscenza decente della lingua inglese e un certo numero di ore a settimana da dedicarvi9.24.

Con la crescita del network, e la proliferazione degli ambiti di discussione, imc-process si é affermata, informalmente, come luogo dove affrontare le tematiche relative alla configurazione internazionale della rete IMC: quale modello organizzativo sviluppare, quali processi decisionali adottare, quali decisioni prendere e a livello di rete e quali lasciare che i nodi locali elaborassero individualmente, ...
Dalla fine del 2000, su indicazione del collettivo di tecnici di imc-tech, responsabili della manutenzione della infrastruttura informatica di Indymedia, imc-process é stata nominata come responsabile per decidere circa l'ingresso di nuovi nodi IMC nel network. Ragione: i tecnici avrebbero continuato a fornire il supporto e l'assistenza necessarie, ma ritenevano corretto che fossero altre le spalle a caricare onori e oneri di una decisione di natura non tecnica bensí politica. Si trattava di stabilire criteri, per quanto permissivi, di ammissione, abbozzare una carta di principi - valori comuni - ... I testi furono scritti nel 2001 attraverso la lista imc-communication, in riunioni nord-americane nella vita reale e in meeting irc.
In compenso, imc-process si dimostrava incapace di gestire il - precario - processo di ingresso di nuove realtá locali nella rete. Mancavano informazioni, comunicazione efficace, chiarezza nell'attribuzione dei compiti, coordinamento, ... Alcuni collettivi locali che chiedevano di entrare a far parte della rete Indymedia aspettavano per mesi una risposta (vedi il caso di Indymedia Olanda). Da questo imbarazzo nasceva a metá del 2001 il gruppo di lavoro new-imc, che successivamente fisserá la propria sede sull'ononima mailing list, e si incaricherá di 'traghettaré i nuovi IMC dentro il network Indymedia. Imc-process resta peró come luogo decisionale a cui il gruppo di lavoro fa riferimento: e a questa lista spetta l'ultima parola rispetto l'approvazione di nuovi componenti della rete.

Un primo tentativo di strutturare parzialmente le dinamiche decisionali a livello di network internazionale era stata fatta, e respinta, nel 2001, attraverso la proposta del cosidetto consiglio dei portavoce sulla lista imc-global. Echi di quella impostazione sono presenti nella proposta avanzata, il 1 Aprile 2002, per la riforma della lista imc-process. Un'iniziativa per molti versi assolutamente ragionevole e intelligente, a cui sará peró riservato un cammino ricco di contestazioni, difficoltá, ostacoli9.25:

proposta di trasformare la lista imc-process da quello che é attualmente - principalmente uno spaizo di comunicazione per la discussione tra individui accaniti amanti di Indymedia - in una lista che faciliti una comunicazione reale tra le moltitudini di persone multi-lingue, multi-nazionalitá che sono attivamente coinvolte negli IMC locali e nei gruppi di lavoro globali (26) 9.26.

La proposta sottolinea come la lista imc-process si configuri come uno spazio elitario, dove riescono a partecipare esclusivamente persone con un accesso costante alla rete e una buona conoscenza della lingua inglese; inoltre, lamenta la scarsa capacitá della lista di interagire con gli altri ambiti di discussione e decisione - altri gruppi di lavoro, IMC locali.
L'intenzione é rendere imc-process uno spazio piú ampio, piú partecipativo e piú democratico, per dibattere di questioni importanti per l'intera rete Indymedia. Questo obiettivo puó essere raggiunto con quattro movimenti:

Alla proposta é associata un data limite per l'approvazione particolarmente ravvicinata: viene concessa una settimana alle liste di traduzioni per tradurla in quante piú lingue possibili, dopo di che verrá inviata a tutti gli IMC locali, tramite i contatti inclusi nel database. Se non riceverá blocchi, la proposta sará da considerarsi approvata il 14 Aprile 2002 - cioé a due settimane dalla sua presentazione.
A quel punto verrá chiesto agli IMC locali di scegliere le loro liason. Dal 28 Aprile la lista si imbarcherá 'nel coraggioso nuovo mondo della comunicazione su imc-process'.
Una nota - palesemente intesa a rimarcare le differenze tra questa proposta e quella del consiglio dei portavoce, del 2001 - sottolinea che la proposta non riguarda l'ipotesi di una struttura decisionale a livello di network. Inolre, essa non implica che la lista imc-process debba avere piú o meno potere di quello che ha al momento, né che ogni IMC locale debba partecipare alla mailing list.

La presentazione della proposta era stata preceduta da una fitta discussione sulla lista, centrata specialmente sul concetto di liason, sul ruolo di chi si assumesse questo compito, sui rischi di una deriva centralista e dirigista, che sottraesse potere agli IMC locali e innescasse dinamiche di rappresentativitá e privilegio. Le prime critiche mosse alla proposta, immediatamente dopo la sua presentazione, é che essa non abbia tenuto (sufficientemente) conto delle critiche espresse in fase di elaborazione.
Rispetto al fatto che solo i messaggi postati dalle liason siano incamminati direttamente sulla lista, mentre quelli dei 'semplicí attivisti debbano ottenere l'approvazione del moderatore, ecco una delle opinioni contrarie emerse:

sono in totale disaccordo. Questo significherebbe che esiste questo 'consiglio delle liason' che puó parlare e una massa di persone appassionate che puó solo fissare dalla finestra e sperare che il 'moderatoré faccia passare le loro parole. Ció non puó aiutare la discussione, puó solo ridurla a comunicati di comitati in stile soviet 9.27.
Piuttosto che creare ambiti di discussione separati, uno moderato e uno non, si suggerisce di mantenere uno spazio unico, la cui democraticitá e accessibilitá sia garantita da norme che gli attivisti si impegnano a rispettare, relative a: lunghezza delle proprie e-mail, presenza di un sommario a inizio delle stesse; testo in doppia lingua (propria lingua nativa piú inglese o esperanto); limite nel numero delle e-mail mandate dalle stesse persone alla lista.

La discussione prosegue, e viene riassunta, per aumentare la chiarezza e favorire la partecipazione, in un'e-mail del 21 Aprile 2002: l'idea iniziale é di Marzo, alcuni giorni dopo la sua presentazione l'attivista che la sostiene manifesta l'idea di farne, in futuro, una proposta. Ottiene il supporto di quattro partecipanti alla lista e dell'IMC di Melbourne. L'idea del sistema a liason e di uno sforzo per aumentare la partecipazione dei nodi locali é apprezzata da alcuni attivisti e messa in discussione da altri. Il process attraverso il cui una proposta dovrebbe essere valutata é evidenziato da alcuni attivisti. Un attivista suggerisce che il tema, riguardando le strutture decisionali a livello di network internazionale, dovrebbe essere discusso sulla lista imc-dmwg. Viene presentata una prima versione della proposta, contestata nel non lasciare spazio ai contributi individuali. Un attivista indica di utilizzare imc-communication e non imc-global come spazio aggiuntivo non moderato dedito ai contributi individuali. Emergono ulteriori dubbi sul potere reale delle persone indicate come liason. Suggerimento, discusso e non implementato, di portare a due il numero di liason per ogni IMC. Il 1 Aprile é presentata una versione della proposta che consente il contributo individuale (moderato) alla mailing list. La proposta é tradotta in cinque lingue. Ottiene il consenso di alcuni attivisti, e degli IMC di Sidney e Belo Horizonte (Brasile)9.28.

Alla proposta si oppone il London Working Group, con la motivazione che il sistema delle liason avrebbe basi ideologiche e non frutto della realtá sperimentata in Indymedia. Il LWG propone due emendamenti: la possibilitá di costituire gruppi di lavoro formati da una sola persona e la garanzia di partecipazione in imc-process solo agli IMC attivi anche a livello non locale. Va detto che il LWG é costituito da due soli attivisti della capitale britannica, attivi a livello di network internazionale IMC, ma con un vero e proprio curriculum di blocchi esercitati in ambito locale - Indymedia UK9.29. Le persone che hanno opposto il loro blocco discutono, anche fuori lista, con chi ha fatto la proposta, che rilancia la stessa proponendo che sia adottata su base sperimentale per un periodo di quattro mesi. Ottiene del supporto. Il LWG reitera le proprie obiezioni. Nuove 'trattativé fuori dalla lista. A questo punto l'attivista che ha presentato originariamente la proposta e si é incaricato di seguirne l'iter di discussione dichiara di aver trovato un accordo con il LWG: la proposta fatta per riformare imc-process verrá rilanciata su imc-communication. Sará questa la lista a diventare liason-based, mentre imc-process resterá uno spazio a partecipazione non moderata 9.30. Cosí, a fine Aprile del 2002, imc-process rinuncia alla propria riforma. La stessa passa senza grossi clamori ma neppure senza grande coinvolgimento né comprensione, sulla mailing list imc-communication. Dove, di conseguenza, per alcuni mesi, la discussione appassisce ...

Imc-process continua quindi con il suo alternarsi febbricitante e incontrollato di contributi individuali. Accantonata l'idea di strutturare la lista in termini di partecipanti e funzioni degli stessi, si fa strada l'ipotesi di cercare di controllare il flusso di informazione partendo dalla disponibilitá di ciascuno ad auto-limitarsi.
L'idea di implementare dei cosiddetti protocolli di facilitazione prova a ribaltare la questione della moderazione della lista: perché, invece che assegnare a o uno piú singoli il ruolo di moderatore, la comunitá che anima la mailing list non si impegna direttamente, e collettivamente, in una forma di (auto)moderazione, in cui ciascuno si impegna sia a seguire che a ricordare agli altri delle regole di comportamento?

I protocolli dovrebbero garantire che la comunicazione sia piú lenta; che la stessa sia ridotta in termini di volume; che le cose si muovano verso una direzione piuttosto che in (eterni) circoli. I protocolli proposti prevedono che: ogni e-mail debba contenere al suo inizio un sommario dei propri contenuti; ogni messaggio non possa contenere piú che 250 parole; la stessa persona non invii piú che due e-mail alla lista nello stesso giorno; le persone adottino una attitudine di tipo decisionale e pragmatica, per cui quando una conversazione diventa circolare qualcuno si incarichi di richiamare alla necessitá di prendere una posizione definitiva e condivisa; incoraggiare le persone a scrivere in piú lingue9.31. La proposta é accettata e implementata, molto parzalmente.

La situazione della lista degenera durante il corso del 2002.
Quello che segue é l'interessantissimo, ai fini della comprensione delle dinamiche discorsive e relazionali esperite sulla lista imc-process, conteggio dei messaggi inviati alla lista nel periodo tra il primo Settembre e il 20 Ottobre 2002, operato da un volonteroso facilitatore.9.32. Un singolo partecipante ha inviato 51 messaggi; un altro attivista 19, un terzo 18 messaggi. Seguono una persona con 14, una con 12, una con 10, due con 9, quattro partecipanti che hanno spedito 8 e-mail, altri cinque che ne hanno mandate tra le 7 e le 5. Delle 17 persone che hanno mandato cinque o piú e-mail alla lista imc-process nelle sette settimane prese in considerazione, solo due sono donne, e solo quattro non sono nord-americane. Nel resoconto é fatto notare che secondo una non meglio precisata statistica l'80Una serie di contributi individuali vanno in questa direzione: attivisti che si associano a quanto affermato da altri per segnalare che la situazione della lista é diventata insostenibile e il suo carattere democratico é diventato qualcosa di totalmente formale, e illusorio.

A metá Ottobre 2002 Indymedia San Francisco presenta una proposta di moderazione della mailing list. La facilitazione avrá lo scopo di assicurare che: le e-mail siano di rilevanza per la lista, contengano un sommario, siano per il possibile brevi, e offerte di norma in due lingue; i singoli individui non adottino attitudini eccessive, penalizzanti la partecipazione altrui; la discussione sia inclusiva rispetto la diversitá, geografica e culturale, del network. I metodi di facilitazione includeranno: valutazione delle e-mail per accettarle o rifiutarle; richiesta di riscrittura di e-mail; disiscrizione o ban di chi abusa delle possibilitá di partecipazione concesse. I facilitatori si impegnano a informare la lista quando modificano le impostazioni della stessa, o in caso affontino significativi conflitti o discussioni fuori dalla stessa. Il sistema viene attuato su base trimestrale, rinnovabile secondo la decisione della lista imc-process stessa9.33.
L'appoggio alla proposta va letto come accettazione da parte degli attivisti di una misura valutata in termini teorici e generali come 'non simpaticá, ma resa necessaria dallo stato sconfortante in cui versa la mailing list:

personalmente, per quanto non mi piaccia l'idea che una lista sia moderata, sono abbastanza d'accordo con la proposta. la lista è veramente illeggibile e inservibile così com'è, ed è in totale balia di mentecatti e di chiacchieroni che rispondono ad ogni mail su qualsiasi argomento. inoltre non viene valorizzato il ruolo di contatto tra la lista e il locale che gli iscritti dovrebbero avere. ognuno parla per se e dice la sua opinione e dicute le questioni in maniera totalmente autonoma, senza consultare il proprio collettivo. cosi com'è la lista serve solo a produrre ulteriori scazzi tra gli attivisti, quindi io sono dell'opinione che sia necessario prendere un provvedimento. io dico: proviamo con sta cosa della facilitazione e vediamo come va, a tornare indietro si fa sempre a tempo9.34.

La facilitazione viene adottata, e sortisce qualche risultato, specialmente in termini di riduzione di traffico sulla lista . Tuttavia, la mailing list resta un ambito di dibattito disarticolato, incapace di generare posizioni consensuali, e a basso indice di inclusivitá. Ecco un elenco dei temi trattati dalla lista imc-process nei mesi di Gennaio e Febbraio 2003, secondo l'opinione della persona che si incaricó di produrre e pubblicare il sommario - che al tempo agiva anche come uno dei tre facilitatori della lista -, un chiaro esempio di come la mailing list (non) funziona9.35.
Nel mese di Gennaio 2003 vengono affrontati principalmente i seguenti argomenti: ipotesi di IMC tematici, ovvero basati su un argomento e non su una area geografica; modalitá appropriate per affrontare a livello di network internazionale problemi e controversie che hanno origine a livello locale; possibilitá di facilitazione della lista stessa; proposte di meeting IMC a livello continentale o regionale; necessitá di traduzioni e problemi legati all'alto volume di traffico della lista; atteggiamenti aggressivi e personalizzazione dei conflitti. Tutte questi argomenti vengono discussi senza che si giunga a una conlusione comune, o a una qualche forma di decisione. Di tutti, solo il tema degli incontri regionali é discusso anche in Febbraio, con particolare riferimento alla necessitá della creazione di un ambito di confronto strettamente statunitense, o nord-americano, che allegerisca le mailing lists del network delle - moltissime - questioni di pertinenza specifica di quella regione.
Viene inolte rilanciata l'ipotesi di trasformare la lista in un ambito di discussione dedicato, in cui partecipino solo persone indicate dai collettivi locali (modello a liason). Al momento, le liason presenti sulla lista lamentano l'impossibilitá di agire in modo efficace e continuo come ponte tra il livello locale e quello globale per la mole dei messaggi che passano sulle liste internazionali.
Per il resto, la discussione di Febbraio 2003 é monopolizzata dall'assunto Tactical Media Fund: la questione delle modalitá di finanziamento del network era giá stata affrontata alcuni mesi prima, dibattendo circa la possibilitá di accettare dei soldi dalla fondazione Ford - e circa il modo in cui la richiesta di contributo era stata gestita, da alcuni attivisti nordamericani (si veda il capitolo 12). Numerosissimi contributi individuali, e prese di posizione da parte di due nodi locali: IMC Chicago e IMC Rosario (Argentina), entrambi preoccupati con la natura dei finanziatori (fondazioni legate a multinazionali) e con il processo decisionale dispiegato nel preparare la richiesta di finanziamento.

Alla fine di Febbraio 2003, il team di facilitazione presenta un bilancio della propria esperienza, ed esprime la convinzione che il lavoro di facilitazione dovrebbe essere continuato nei mesi successivi. Il gruppo si é coordinato attraverso la lista ad hoc imc-process-faciliate, che gli attivisti sono invitati a visitare per rendersi conto di quali siano gli argomenti che hanno generato piú controversie e quali proposte per raffinare le modalitá della facilitazione siano in discussione. Viene inoltre sottolineato che la facilitazione potrebbe avere un ruolo piú attivo, nella misura in cui oltre che a filtrare i contributi: fa sommari delle questioni principali dibattute; fa domande su cui ottenere feedback; aiuta a focalizzare l'attenzione, rispetto alla soluzione di questioni specifiche9.36.

A questo punto irrompe sulla scena un'azione che era stata preparata in modo parallelo, a livello locale, e che non tiene in molto conto la 'politica dei piccoli passí in corso su imc-process, per migliorarne la visibilitá. Esasperati dalla insostenibilitá delle discussioni a livello network, gli attivisti italiani impegnati in questo ambito (non piú di cinque, in tutto, ma molto determinati), avevano elaborato, sottoposto alla revisione e al consenso locale attraverso italy-list, durante i mesi invernali, una proposta di cambiamento nella fisionomia delle tre principali mailing list della rete globale IMC. E' giunto il tempo di presentarla.
La proposta, in un modo per certi versi pomposo chiamata 'Una proposta per le liste globalí, é divisa in vari punti. E' chiesto ai vari IMC di esprimersi sui singoli punti, per verificare su quali vi sia consenso e quali possano passare per un processo di revisione. E' fissata una data limite per l'approvazione dopo un mese (25 Marzo 2003). La proposta é introdotta da una contestualizzazione:

Le liste globali hanno un problema serio. Invece che essere un luogo dove i diversi nodi IMC locali possono comunicare e prendere decisioni, si rivelano essere (non per mala fede ma per mancanza di organizzazione) egemonizzate da e-mail lunghe e individuali, scritte in inglese americano (e perció difficili da capire), piuttosto che brevi, chiare, e-mail collettive, tradotte in piú lingue, il che faciliterebbe l'accesso e allo stesso tempo rallentare il ritmo della discussione.

Preservare luoghi dove i singoli individui possano discutere e scambiarsi idee, partendo da posizioni molto diverse e analisi individuali, é molto importante, ma non puó pregiudicare la possibilitá per vari IMC di esprimersi e prendere decisioni. Avere un sistema di comunicazione interna che funzioni é cruciale per una rete orizzontale e partecipativa (intendendo per orizzontale non il fatto che tutti fanno tutto ma che tutti possono fare tutto o una qualsiasi cosa perché sono in possesso dell'informazione e della cultura necessarie." 9.37.

Segue a questo punto la proposta vera e propria, articolata in sette punti differenti:

La proposta ottiene il supporto di Indymedia Atene, ma solleva anche alcune perplessitá. Curiosamente, sono proprio alcuni dei suoi maggiori critici a riproporre il sistema a liason. Non ottenendo obiezioni, la proposta é di fatto approvata, ma in una forma vagamente silenziosa. Non vengono intraprese, nei primi mesi immediatamente successivi, azioni decise di implementazione - come ad esempio una disiscrizione di massa da imc-process. La lista che passa a funzionare relativamente bene come liason based é imc-finance. Imc-process sembra incapace di trovare un proprio equibrio, tra delirio collettivo e apatico appiattimento.

Imc-process é la maggiore lista decisionale del network indymedia. nei due anni che l'ho seguita, ha affrontato pressoché tutte le questioni di maggior peso e interesse che sono state affrontate a livello network (approvazione di imc locali, problemi con o all'interno di imc locali, policy editoriale di indy.org, finanziamento di progetti transnazionali, comunicazione e rappresentativitá all'interno del network, creazione di nuove liste a livello network, ...). funziona molto male - da un anno almeno particolarmente. sono stati fatti una serie enorme di tentativi - facilitazione leggera o pesante, trasferimento delle funzioni a imc-communication, fino alla recente proposta di imc-italy di lista per sole liason locali -. suprematismo della parola inglese, e maschile. mail molto lunghe e concettuali. insulti personali. eccessi verbali di vario tipo. 9.38.

Con tempi lenti, la lista 'principé della rete IMC ha assunto effettivamente la fisionomia di spazio deputato all'espressione degli IMC locali, attraverso le proprie liason. Il traffico é oggi basso, e in buona parte in doppia lingua (spagnolo e inglese). Molti IMC, peró, non hanno un proprio attivista sulla lista. Che discute della propria condizione...

2005-06-21