Libera circolazione dei saperi, condivisione di progetti, iniziative, idee, risorse, competenze. Indymedia é terreno fertile per lo scambio tra pari, la socializzazione e la contaminazione. Numerosi progetti, di ambizione e dimensioni molto diverse tra loro, si sono succeduti nel tempo per cercare di sfruttare il grande patrimonio di contenuti informativi e risorse umane propri della rete internazionale IMC, e metterli parzialmente in comune, o convogliarli verso obiettivi specifici.
Alle iniziative di taglio 'globalé se ne affiancano altre di portata continentale, cosí come molti progetti di scambio tra singoli IMC - nel caso italiano, vale la pena di menzionare la collaborazione con Indymedia Argentina e con Indymedia Palestina, nel 2002 (si veda a proposito il capitolo 8).
Su un piano internazionale, inteso come ambito in cui affluiscono saperi ed energie di attivisti di IMC locali differenti, il singolo progetto di maggior respiro é sicuramente il sito www.indymedia.org (cfr. par. 9.8). L'esperienza probabilmente di maggior valore, tra i vari aspetti relativi alla gestione del cosiddetto portale internazionale del network IMC, é quella editoriale, di scrittura collaborativa dei contributi poi pubblicati nella colonna centrale del sito, maturata sulla mailing list www-features. Grazie al contributo effettivo di attivisti di moltissimi centri Indymedia, espressione della diffusione del progetto in tutti i continenti e della sua diversitá interna, la lista ha portato sul sito 'globalé una varietá incredibile di argomenti, punti di vista, espressioni culturali.
Dall'esperienza di www-features é emersa, nel 2002, alternatives, come tentativo di un gruppo di attivisti di sistematizzare i contributi pubblicato sui siti IMC che suggerivano dei percorsi alternativi alla globalizzazione neo-liberista. Autenticamente internazionale, e impostato su criteri di estrema apertura e collaborativitá, il progetto si é dotato di un proprio sito, alternatives.indymedia.org, nelle intenzioni dei suoi iniziatori esperimento multilingue e edizione libera (in stile wiki). Come molti altre iniziative interessanti, alternatives ha sofferto dei mille impegni dei propri creatori e di una divulgazione non magnifica, per cui é entrato dopo pochi mesi in una fase di stagnazione (da cui accetta di essere recuparato, si suppone).
In generale, le migliori dimostrazioni di lavoro in comune a livello di network sono i gruppi di lavoro: imc-tech, il primo e l'indispensabile, é descritto nel capitolo 13; funziona bene new-imc, che accoglie nella rete i nuovi nodi locali Indymedia; hanno funzionato per un certo periodo imc-print, che selezionava alcuni contributi tra quelli apparsi nei vari siti IMC per farne un giornale da stampare, attacchinare, distribuire, e imc-nbwg, che produceva una newsletter internazionale, selezione di contenuti apparsi su web, raccolta di link, e strumento di informazione su cosa si stava muovendo nel grande network IMC. Sono attivi una quantitá di altri gruppi, imc-radio, imc-video, imc-satellite, imc-commwork, ... con partecipazione e attivitá variabili.
Gli IMC tematici, come biotech.indymedia.org, sono un ulteriore esempio di cooperazione internazionale dentro la rete Indymedia. Altra esperienza significativa e di respiro intrinsecamente globale é il progetto di documentazione docs.indymedia.org. Ugualmente a livello internazionale si svolge l'attivitá delle liste di traduzione, dallo scorso anno supportata anche dalla piattaforma di translations.indymedia.org.
Uno strumento, non adeguatamente sfruttato, e con potenzialitá enormi, di condivisione delle informazioni sono i sommari periodici, che riassumono le attivitá di un gruppo di lavoro o di un IMC locale. Nonostante appelli ripetuti, la lista imc-summaries é praticamente muta. (Questa é una delle cose che Indymedia sa di dover correggere, per il proprio bene.)
2005-06-21