Apertura, trasparenza, orizzontalitá.
Pubblicitá. Decentralizzazione, non-gerarchicitá.
Sono questi i termini che ricorrono, incessantemente, in ciascuno dei molti documenti che descrivono il progetto Indymedia, e nei testi in cui gli attivisti raccontano la propria esperienza. In Indymedia, non ti viene chiesto chi sei, né cosa fai nella vita, e neppure cosa intendi fare, lí. Se condividi un metodo, sei il benvenuto. Gli spazi, gli strumenti sono a disposizione di tutti: per essere usati in totale libertá. Non sono all'opera né settarismi, né gerarchie, né privilegi di sorta.
Per apertura si intende la possibilitá per tutti di entrare a fare parte dell'organizzazione. Nella pratica questo si traduce nel consentire a chiunque di prendere parte a una assemblea, di iscriversi alle mailing list di gestione del progetto, di ususfruire delle attrezzature di un mediacenter. Un modello di apertura totale prevede che non esista nessun tipo di barriera d'ingresso nell'organizzazione: é sufficiente essere interessati, e iniziare a collaborare.
Gli stessi principi che regolano la gestione del progetto IMC sono in vigore per l'utilizzo degli strumenti che Indymedia mette a disposizione degli utenti. La realizzazione pratica piú nobile, e famosa, del concetto di apertura é l'open publishing newswire del sito web, ovvero il notiziario informativo a pubblicazione aperta. In questo spazio, chiunque puó pubblicare, in modo gratuito, immediato e totalmente anonimo, il proprio contributo. Non é richiesta alcun tipo di registrazione, né é previsto alcun filtro editoriale anteriore alla pubblicazione.
L'unica pre-condizione a cui Indymedia, in Italia, vincola l'adesione al progetto é di tipo ideologico: non sono ammesse persone, né comportamenti, di matrice fascista, razzista, o sessista.
Il principio dell'apertura caratterizza Indymedia da subito, dal primo mediacenter - allestito a Seatlle nel Novembre 1999. Continua tutt'oggi come una delle marche distintive del network a livello mondiale. Spiega Herndron, una delle persone che piú hanno contribuito allo sviluppo internazionale degli IMC:
Facilitavamo uno spazio, piuttosto che decidere cosa veniva prodotto in quello spazio. Questa é stata una linea guida con radici profonde nel primo IMC, e l'apertura é uno dei principi chiave che arriva al cuore del nostro successo e della nostra unicitá 10.4.
Il concetto di orizzontalitá si riferisce alla divisione di ruoli, poteri e informazione all'interno del progetto - ovvero, dell'organizzazione. Una gestione orizzontale implica che non vi é, contrariamente alla suddivisione tradizionale di incarichi e potere, una struttura gerarchica, la quale si sviluppa verticalmente, e nella quale chi é al vertice possiede piú responsabilitá, maggiore potere, e maggiori guadagni (di natura monetaria o simbolica).
A livello di competenze, e di conoscenze - saperi -, la struttura verticistica propone una asimmetria informazionale, per cui chi comanda sa molte cose che i sottoposti ignorano - e la reiterazione della differenza informazionale sostenta la distribuzione diseguale del potere. Quando la gestione é orizzontale, tutti i compiti hanno pari dignitá, e tutte le informazioni sono socializzate - sono di dominio comune. Il classico organigramma piramidale lascia il posto a una distribuzione equa, per il possibile fluida, dei compiti da svolgere10.5.
Trasparenza significa che tanto le decisioni prese quanto l'intero processo decisionale sono accessibili a tutti. Gli archivi dei siti, e delle mailing lists, sono a disposizione di tutti, possono essere consulati senza alcuna restrizione. Da un lato, essere trasparenti significa agire alla luce del sole. Il messaggio che Indymedia rilancia é 'siamo qui, quello che facciamo é sotto gli occhi di tutti.'
é una scelta diametralmente opposta a quella del rifugio nella clandestinitá, per rispondere agli attacchi di tipo politico e alla criminilazzazione del proprio operato.
Dall'altro lato, ancora prima che per gli altri media e per le istituzioni, Indymedia vuole essere trasparente per i propri utenti. Ogni decisione, comprese le piú controverse, puó essere accompagnata da chiunque nel suo evolversi, modificarsi, affermarsi. Non esistono vincoli di segretezza rispetto a nessun argomento, in Indymedia - fatte salve alcune ovvie eccezioni, come ad esempio le password di amministrazione dei server.
Le modalitá chiave del progetto Indymedia, la sua filosofia di fondo, sono ben descritte nella feature 'Fare Indymedia - Make media make troubles', un testo che IMC Italia ha pubblicato sul web in occasione del proprio secondo compleanno, nel Giugno 2002:
Indymedia Italia non ha una redazione, né gerarchie. é un collettivo aperto, perché siamo tutt* Indymedia: puó esserlo chiunque abbia voglia di contribuire alla diffusione di notizie e saperi in base ai mezzi e alle competenze che ha, o che é dispost* a imparare in condivisione con gli altri. Indymedia Italia vive nella rete e si incontra ogni giorno nell'assemblea permanente di italy-list e periodicamente in riunioni in carne ed ossa, i cosiddetti biostream. Tutti i luoghi di elaborazione e decisione di Indymedia Italia sono pubblici e aperti a tutt* coloro che vogliono condividere un modo diverso di fare informazione: provare per credere 10.6.
Il valore politico di quanto si sta sperimentando, del modo in cui si fanno le cose - il come -, emerge in modo limpido da molte tra le descrizioni di Indymedia che ci offrono i suoi attivisti. Nelle parole di uno dei partecipanti a IMC Chicago:
Il nostro obiettivo é contribuire a una trasformazione sociale rivoluzionaria, che dia prioritá agli uomini invece che ai profitti. Cerchiamo di espandere e sviluppare le nostre relazioni in un modo non gerarchico, autonomo, basato sull'aiuto reciproco e la solidarietá 10.7.
2005-06-21