Alcuni paradigmi procedurali

In Indymedia si vive, e condivide, per la maggior parte del tempo, un clima di sperimentazione, di ricerca di soluzioni innovative, di tentativo costante di migliorare metodi e pratiche adottate. Nulla é sacro. Tutto é oggetto di discussione e ridefinizione continua.

In generale, per la propria attitudine, la maggior parte degli attivisti sono particolarmente insofferenti verso leggi, manuali di condotta, imposizioni di sorta. Solamente, accettano di sottostare a poche regole, definite collettivamente, che rendono possibile la convivenza e il lavoro di gruppo.

L'accento é sempre posto sulla responsabilitá individuale, sulla coscienza dei singoli, sulla loro capacitá di valutare la coerenza dei propri comporamenti.

Tuttavia, l'esperienza ha dimostrato che é estremamente utile avere a disposizione dei modelli di riferimento, delle procedure d'azione codificate, che possano orientare il comportamento dei singoli. Beneficiano di questa 'riduzione dell'incertezzá specialmente coloro che desiderano contribuire attivamente ma hanno una esperienza limitata del progetto, e non sanno come ci si comporta, normalmente, nel gruppo, rispetto a una qualche situazione specifica.

Con il tempo sono emerse dei modi ritenuti collettivamente i migliori per affrontare certe specifiche questioni. Alcune di queste pratiche sono evolute in standard, ovvero "il modo" in cui quando una certa situazione si rappresenta ci si aspetta che venga trattata. Alcuni di questi standard sono stati codificati, dalla comunitá o da singoli attivisti, nello sforzo di formalizzare, parzialmente, il sapere che il gruppo ha costruito nel tempo, nel tentativo di renderlo piú immediatamente accessibile, nel desiderio di facilitare la partecipazione attiva dei nuovi arrivati nell'IMC.



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2005-06-21