I toni del discorso

In Indymedia ciascuno scrive come gli pare, e a nessuno in genere é imputato di usare toni o termini non adatti. La prerogativa non discriminatoria - ovvero evitare di usare linguaggio sessista, razzista, o in altro modo prevaricatorio - é sempre stata rispettata.

Tuttavia, in alcune discussioni i toni si sono alzati molto. L'aggressivitá, figlia dell'esasperazione, e del sentirsi questionati in modo ritenuto ingiusto, é esplosa. é quello che é successo, ad esempio, quando italy-list ha affrontato (nel 2002) la ribellione degli utenti del forum. Ma é successo anche molte altre volte.

Il problema é che una mailing list davvero puó essere resa inutilizzabile - si veda il caso della mailing list attiva per alcuni anni per coordinare le tv di strada del sito telestreet.it -. Inconscienza, incapacitá, volontá di rovinare un luogo e un percorso, sommate a una eventuale reticenza ad adottare provvedimenti, anche di tipo tecnico, che arginino la deriva, possono risultare nella distruzione di una lista come spazio di confronto.

A livello informale, Indymedia Italia, quando le discussioni si infiammano o si personalizzano eccessivamente, ricorre a una figura che é simile al garante della pace di Butler (1991: 27). Un attivista che non sta prendendo parte al conflitto interviene chiedendo di moderare i toni e/o spostarsi fuori dalla lista. La questione é che, in assenza di una investitura formale, il nostro paciere ha una legittimitá precaria - la quale infatti viene spesso messa in discussione immediatamente da una delle parti: 'Chi sei tu per dirmi cosa fare?'

L'autoritá di chi si auto-elegge moderatore temporaneo é data allora dalla qualitá del suo intervento ma anche, in modo determinante, dal capitale sociale che lui/lei ha accumulato nella mailing list (nella comunitá). Infine, va notato come spezzare una atmosfera di tensione, ad esempio con una battuta che sdrammatizzi, é spesso piú facile in un contesto di riunione off-line che in ambito telematico.

2005-06-21