Gli aspetti economici

Gli IMC non chiedono, accettano
o mostrano annunci pubblicitari
a pagamento sui loro siti web né
in nessun altro tra i media che
propongono. Al contrario dei media
mainstream, gli IMC non vogliono
entrare nell'affare di vendere il
proprio pubblico agli inserzionisti 11.1.

Come qualsiasi altro progetto, anche Indymedia deve necessariamente affrontare la questione del proprio finanziamento. L'essere una iniziativa a base totalmente volontaria, e gestita in ambito prevalentemente telematico (virtuale), riduce di molto le spese non prescindibili.

A livello italiano, Indymedia ha potuto ignorare per piú di un anno qualsiasi ragionamento in merito a forme, modi e tempi di (auto)finanziamento. Nel 2001, si é iniziato a discutere di come gestire la cassa del progetto, ovvero i soldi ottenuti vendendo immagini dei giorni di Genova a televisioni commerciali. é stata aperta la lista di lavoro italy-finance. Nel 2002 si é costituita l'associazione Remedia, sponsor fiscale di Indymedia Italia, e si é finalmente aperto un conto corrente. Il progressivo sviluppo di IMC locali, con base cittadina, ha comportato anche lo sviluppo di una policy di relazionamento economico tra le realtá locali e la cassa nazionale.

A livello internazionale la situazione é complessa, e riflette le attitudini e le sensibilitá anche molto distanti tra loro presenti nei diversi IMC del mondo. La gestione del "fondo globale" del network é affidata, dal 2001, al gruppo di lavoro imc-finance, che ne ha implementato, attraverso l'ononima mailing list, delle procedure di utilizzo. Si sono verificati due episodi che hanno generato aspre polemiche, e notevole tensione, a livello di rapporti tra individui e in termini di relazioni tra nodi del network. Nel settembre 2002, alcuni attivisti nordamericani hanno presentato una richiesta di finanziamento a nome della rete internazionale Indymedia alla Fondazione Ford. La proposta é stata ritirata dopo l'opposizione di molti IMC locali e una discussione molto animata. Il tentativo é stato ripetuto, nel febbraio 2003, con la creazione del gruppo di lavoro TMF (Tactical Media Fund) e la presentazione di una richiesta di finanziamento, per progetti riguardanti il network internazionale Indymedia, all'Open Society Institute (OSI) di G. Soros. Questa ulteriore iniziativa é stata ampiamente criticata, in particolare per le sue modalitá di sviluppo. Ad oggi, non é dato di sapere quale sorte abbia incontrato il TMF.

Le questioni dell'impegno su base totalmente volontaria piuttosto che remunerata, delle forme e delle fonti di finanziamento, della necessitá di trasparenza rispetto all'utilizzo dei fondi, sono di estrema attualitá in un ambito ben piú ampio di quello costituito dalla rete IMC. Molte delle discussioni intercorse tra gli attivisti di Indymedia possono essere utilizzate per illustrare quali siano le proposte, i dubbi, le opzioni possibili, circa la sostenibilitá economica di un progetto alternativo. Possono aiutare a capire come gli anti-capitalisti si comportano quando devono, necessariamente, fare i conti con il capitale.



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2005-06-21