I percorsi della notizia

L'accesso alla parola pubblica é una risorsa scarsa e preziosa, che i media fanno pagare a caro prezzo. I media tendono a legittimare chi é giasocialmente legittimato. I media legittimano il potere, e ne vengono a loro volta legittimati (esempio attraverso l'accesso a fonti di - piú - alto livello).

Meglio non farsi illusioni sul perché di certe cose la televisione parla moltissimo, mentre ne ignora una quantitá di altre. Esistono delle ragioni molto chiare per cui certi eventi restano materia prima, realtá grezza per certi versi, mentre altri sono selezionati e, attraverso un percorso di elaborazione, di 'editorializzazione' approdano nella sfera pubblica, attraverso i media. Attraverso i professionisti della comunicazione. Che storicamente sono i giornalisti, anche se giá non é piú proprio cosí.

Il campo giornalistico, nella sua narrazione del reale, é legato da due simboliche catene: il rapporto con le proprie fonti, e il rapporto con le autoritá. Senza questi due elementi, é impossibile produrre notizie. Le cose possono essere diverse, in parte, per gli esperimenti, come Indymedia, di un giornalismo indipendente radicalmente innovativo. In tutti gli altri casi, le notizie nascono cosí.

Non va sottovalutata l'importanza delle agenzie nelle redazioni, né i risultati, come ad esempio l'omogeneizzazione dell'informazione, che conseguono da questa situazione.

E' che,a differenza di una qualsiasi altra industria, quella giornalistica non ha una disponibilitá assicurata, una scorta in magazzino di materia prima, da lavorare, da cui ottenere il proprio prodotto. Certi giorni potrebbero essere scarsi, in quanto a eventi di interesse per il lettore. Ecco allora che i giornalisti si affidano alle istituzioni, per precauzione, e per comoditá. Le autoritá decidono quali fatti possono diventare notizie. (Tonello, 1999: 52)
A questo punto si crea un problema, ovvio, di contiguitá, tra fonti e giornalisti. Solo reso peggiore dal fatto che alcune istituzioni (esempio supremo, il Pentagono) richiedono fedeltá ai propri corrispondenti: chi ne scrive male, vedrá il proprio accredito svanire. Semplice, e lineare.

Esiste poi il guardarsi addosso, ovvero l'autoreferenzialitá del campo mediatico1.16. Vedere cosa ne dicono/scrivono gli altri. Con certi attori che giocano un ruolo di punta: esempio di stampa di riferimento negli Stati Uniti é su tutti il New York Times: migliaia di giornali locali, emittenti radio e tv seguono il Times per capire 'cosa é notizia'.

A livello italiano possiamo pensare al Corriere della sera. Dopo di che, di nuovo, torniamo al ruolo delle agenzie, alla loro capacitá di imporre a chi si trova a valle, nella catena di produzione (filiera di produzione se si preferisce) del prodotot editoriale:

tra gli eventi finiscono per essere notiziabili quelli che le agenzie notiziano1.17.

Per affacciarci su Indymedia: qui valgono criteri di notiziabilitá differenti. Indymedia puó scegliere di non parlare - quantomeno in termini di team editoriale, di colonna centrale del sito, delle elezioni politiche, né della morte del papa1.18.

Allo stesso tempo Indymedia puó permettersi di non rispettare un altro valore notizia ormai egemone: la velocitá. Essere sull'evento. Possibilmente, prima degli altri. In un'epoca in cui il ciclo informativo é ormai attivo 24 ore su 24, le conseguenze di avere la velocitá come prioritá sono rilevantissime - e arrivano a imporre mutamenti strutturali all'attivitá di redazione. Siamo in un tempo, inoltre, in cui media diversi competono tra loro - sempre piú stesso pubblico, e stesse logiche. Convergenza mediale in un unica arena.

Indymedia sa qualcosa del giornalismo mainstream. Sa ad esempio dell'importanza delle agenzie. Per cui si divincola tra la necessitá di fare un comunicato stampa decente, leggibile, per un'iniziativa (come RYM del Marzo 20021.19), o meglio 'un comunicato che l'ansa passi', e la tentazione di allontanarsi invece dalle logiche istituzionali. Si discute allora di come limitare l'uso di lanci dell'ansa e di articoli di repubblica.it nella costruzione dei materiali editoriali pubblicati collettivamente sul sito (le features).

Indymedia non ignora il mondo la fuori. Che poi lo detesti, o pretenda di cambiarlo, é un altro discorso.

Indymedia non guarda ai titoli degli altri media per decidere i propri. Nella colonna centrale trova spazio ció che piú interessa agli attivisti, che, collettivamente, gestiscono il sito (il progetto). Persone senza vincoli istituzionali particolari, senza grosse forme di autocensura, senza obblighi particolari verso qualcuno. Persone con i loro interessi, con gli interessi della comunitá di cui fanno parte.

Nel newswire, notiziario informativo a pubblicazione aperta, passa quello che interessa ai lettori/utenti. Quello che le persone che usano il sito reputano meritevole di essere pubblicato. Un po' di tutto. Senza gerarchie.

Il fatto ancora non ha terminato di accadere
e giá la mano nervosa del reporter
lo trasforma in notizia.
Il marito sta uccidendo la moglie.

La donna insanguinata grida.
Ladri assaltano la cassaforte.
La polizia scioglie il meeting.
La penna scrive1.20.

2005-06-21