La prima apparizione al parlamento italiano Indymedia l'ha fatta sotto forma di vhs. Aggiornamento 1 fu portato nell'Agosto 2001 da L. Casarini, uno dei leader dei Social Forum, alla commissione parlamentare d'inchiesta sui fatti di Genova12.10.
Il resto sono partecipazioni ancora piú indirette di un nastro video: interrogazioni, essenzialmente. Deputati. Pro e contro12.11.
25 Febbraio 2002. Bulgarelli e altri sette deputati interrogano12.12i ministri dell'interno e della giustizia in merito alle perquisizioni avvenute nei centri sociali Gabrio e TPO, nella casa occupata Cecco Rivolta e nella sede dei Cobas di Taranto alla ricerca di materiale video girato da attivisti di Indymedia in occasione del g8 di Genova. Chiedono lumi sulle modalitá dei sequestri e cosa i ministri intendano fare 'per garantire la libera espressione di Indymedia'.
Il 26 Febbraio 2002 Malantacchi chiede al ministro dell'interno di giustificare le perquisizioni nelle presunte sedi di Indymedia, cosí come quelle avvenute la settimana anteriore in abitazioni in provincia di Livorno, di sapore politico e apparente valore intimidatorio.
Ancora il 26 Febbraio 2002, Martone si rivolge ai ministri della giustizia e dell'interno, per chiedere se non ritenga sia stato usato eccesso di zelo nella perquisizione presso lo studio di un avvocato bolognese, eletta sede dell'associazione Giuristi Democratici, alla ricerca di materiale di proprietá di Indymedia.
Il 28 Febbraio 2002, interrogazione di Mantovani e Mascia al ministro dell'interno, relativa alle perquisizioni del giorno 20, in presunte sede di Indymedia Italia, e a perquisizioni domiciliari avvenute a Rio Marina e Piombino, alla ricerca di armi, in cui sono state sequestrate riviste e volantini. Chiedono se non si tratti di azioni arbitrarie e intimidatorie, verso chi esprime una tendenza politica differente da quella governativa.
Il 17 Aprile 2002 Pisapia chiede al ministro della Giustizia delucidazioni circa la perquisizione che, il 20 Febbraio 2002, i ROS hanno effettuato a Bologna presso la sede locale dell'associazione Giuristi Democratici, contestualmente all'operazione di sequestro di materiali in presunte sedi di Indymedia, alla ricerca di materiale video sui fatti del g8 di Genova 2001.
Il 5 Novembre 2002, interrogazione firmata da Arrighi e da altri dodici deputati di An, indirizzata al ministro dell'interno, che fa esplicito riferimento all'indirizzo italy.indymedia.org/news/2002/11/102525.php, presso il quale é
pubblicato l'articolo dal titolo 'fascisti a Milano', nel quale oltre a ingiurie e diffamazioni sono rintracciabili evidenti inviti ad azioni anche violente di boicottaggio della pacifica manifestazione indetta da Azione Giovani
per commemorare a Milano il 9 Novembre la caduta del muro di Berlino. Gli interroganti fanno riferimento alla campagna d'odio supportata dal sito in questione,
fantomatico organo di informazione conosciuto come Indymedia Italia - network di media indipendenti
e chiedono
quali iniziative i suddetti ministeri intendano mettere in atto per garantire a tutti i cittadini italiani le libertā costituzionalmente garantite di pensiero e di manifestazione.
Il 2 Dicembre 2002, interrogazione di Catanoso (AN) ai ministri della giustizia e dell'interno. Una aggressione é avvenuta a inizio Ottobre a Trento, subita da sei ragazzi accusati di essere naziskin, ad opera di militanti dell'area anarchica, tra cui un personaggio noto alle forze dell'ordine. Il pestaggio é stato rivendicato sul sito italy.indymedia.org. La richiesta é di sapere se la magistratura abbia avviato un'indagine in proposito.
Sempre il 2 dicembre 2002, una interrogazione al ministro dell'interno, e al ministro delle comunicazioni, ad opera di Cannella e di altri deputati di AN, lamenta la comparsa sul sito di messaggi offensivi e inneggianti alla violenza in occasione della manifestazione di Azione Giovani a Milano, in Novembre, e piú recentemente rispetto a una iniziativa degli universitari di AN a Firenze (in questo caso con anche l'apparente pubblicazione di colloqui riservati avvenuti tra dirigenti della questura e organizzatori). Si chiede se non sia da ritenere
deprecabile l'utilizzo di siti internet per il lancio di insulti o incitazioni alla violenza fisica contro avversari politici.
Il 16 Gennaio 2003 Alboni e altri dodici deputati di AN chiedono al ministro dell'interno come giudica il fatto che in occasione di una manifestazione di Azione Giovani tenutasi a Crema il 4 Gennaio giovani della sinistra extra-parlamentare si siano dati appuntamento per un contro-presidio attraverso il sito internet di Indyemedia Italia, sul quale anche dopo la giornata in questione sono apparsi insulti e minacce ai militanti di Azione Giovani.
12 Febbraio 2003. Cannella e altri otto deputati di AN si rivolgono ai ministri dell'interno e delle comunicazioni per segnalare la presenza, nel sito di Indymedia Italia, di un link a un videogioco disponibile in internet, in cui il protagonista é un virtuale attentatore suicida palestinese, il cui scopo é uccidere il maggior numero possibile di persone facendosi esplodere. Gli interroganti ritengono che si tratti di apologia di reato, e chiedono
quali iniziative siano state assunte sul piano della prevenzione di attivitā criminose poste in essere attraverso internet; quali iniziative, anche sul piano internazionale intenda adottare affinché si giunga ad 'un uso sicuro' della rete internet.
Il 20 Novembre 2003 Landolfi, Foti, Gamba, Menia, Ghiglia, Lamorte, Paolone, Meroi, Butti, Mussolini, Airaghi, Zacchera, Alboni, Bellotti, Porcu, Cirielli e Carrara interpellano il presidente del consiglio, nonché i ministri della giustizia, delle comunicazioni e dell'interno.
Nel sito internet italy.indymedia.org vengono pubblicati giudizi vergognosi, offensivi, infamanti e, comunque, penalmente rilevanti nei confronti dei militari italiani impegnati in Iraq nell'ambito della meritoria azione di pace.
Su queste basi gli interroganti chiedono
quali provvedimenti urgenti, anche per il tramite della polizia postale, si intendano assumere al fine di far cessare immediatamente questa volgare ed infame aggressione nei confronti delle forze armate italiane, non escludendo l'oscuramento del sito.Argomentazione. Nel caso di Indymedia,
ci troviamo di fronte ad una becera manifestazione di teppismo elettronico, che pone chi se ne rende autore e responsabile fuori dalla sensibilitā dei cittadini italiani e delle istituzioni che li rappresentano.
Secondo Landolfi
c'é un implicito inneggiare ad un terrorismo omicida, che abbiamo giá sentito riecheggiare sinistramente nelle parole e nei documenti della brigatista rossa Nadia Desdemona Lioce.
All'accostamento con le nuove BR segue la rievocazione degli anni di piombo:
La questione é molto seria. Il nostro paese ha giā pagato duramente la sottovalutazione dei focolai della violenza verbale. (...) Sappiamo come andó a finire: l'Italia visse una lunga stagione di guerra civile strisciante e pagó un tributo di sangue altissimo.
Le malefatte di Indymedia giustificano una risposta rigorosa:
Mai avremmo chiesto misure estreme nei confronti di una pubblicazione e, quindi, di un sito Internet se estrema non fosse stata la gravitá delle affermazioni e dei giudizi espressi da questo stesso sito. Chiediamo simili misure anche alla luce di elementi che vanno ben oltre la cronaca degli ultimi giorni. Nel febbraio 2003 lo stesso sito mostrava nelle sue pagine web un riprovevole e sconcertante gioco: il gioco del kamikaze, un delirante videogame dal titolo Kaboom, the suicide bombing game.
Ancora:
sono stati pubblicati su indymedia suggerimenti tecnici per fermare i treni in corsa o per sabotare i binari ferroviari. Della serie: come passare dalle parole ai fatti. Si tratta di un vero e proprio manuale del sabotatore o, se si preferisce, dell'apprendista terrorista.
Risponde il sottosegretario di stato per la giustizia, Valentino.
Il Governo, naturalmente, condivide le espressioni censorie che in maniera cosí avvertita sono state pronunziate poc'anzi dall'onorevole Landolfi, il quale nel testo della risposta predisposta potrá rilevare come siano state avviate tutte quelle iniziative che sono doverose di fronte a fatti di tale gravitá.
Valentino illustra, in modo sufficientemente chiaro e documentato, la struttura del network IMC. Fa presente che rispetto ai commenti apparsi sul sito in merito all'attentato di Nassirya il compartimento della polizia postale di Bologna ha inviato un'informativa alla procura della repubblica presso il locale tribunale.
In seguito a ció l'autoritá giudiziaria ha iscritto un procedimento penale a carico di ignoti, configurando l'ipotesi di reato di cui all'articolo 290 del codice penale - vilipendio della Repubblica, delle istituzioni costituzionali e delle forze armate - e
ha prontamente avviato le indagini, anche di natura tecnica, all'esito delle quali, essendo i server del sito in questione attestati al di fuori del territorio nazionale, potrebbe anche essere valutata l'opportunitā di attivare la procedura della rogatoria internazionale al fine di acquisire elementi di prova.
L'interrogazione di Landolfi é stata inoltre trasmessa dal Ministero della Giustizia alle procure, diverse delle quali (tra cui sicuramente Napoli, Salerno, Vallo della Lucania, Brescia e Bari) hanno aperto procedimenti penali a carico di ignoti,
basati sull'articolo 290 c.p.12.13
Il 13 Ottobre 2004 interrogazione di De Simone, Russo Spena e Valpiana. Chiedono chiarimenti al Governo rispetto alla vicenda del sequestro, avvenuto a Londra, dei server di Indymedia, ad opera dell'FBI. Stigmatizzando il fatto che la rete IMC sia mantenuta all'oscuro delle ragioni del provvedimento, argomentano che
questo sequestro di fatto lancia un messaggio intimidatorio a tutti i cittadini che praticano su internet il diritto al dissenso attraverso la produzione dal basso di informazioni estranee ai circuiti commerciali
La vicenda, inoltre,
ricorda molto da vicino le censure, gli oscuramenti e le persecuzioni che hanno segnato i periodi piú bui del millennio appena trascorso12.14.
Sempre il 13 Ottobre 2004 interrogazione a risposta immediata di Rosato con oggetto l'oscuramento del sito di Indymedia. Risponde il segretario di stato per le comunicazioni Innocenzi:
Il Ministero interrogato non é competente a rispondere. Il Ministero dell'interno - sentito in proposito - ha riferito di non avere elementi utili a chiarire l'accaduto. Si ritiene, pertanto, che gli onorevoli presentatori dovrebbero indirizzare la richiesta di cui trattasi al Ministero della giustizia 12.15.
Il 14 ottobre 2004, interrogazione - a risposta scritta - di Folena e altri due deputati al ministro della giustizia. Si chiede se corrispondono a veritá le notizie apparse sulla stampa secondo le quali i computer di Indymedia sarebbero stati sequestrati, a Londra, dall'FBI statunitense, in seguito a una richiesta partita dall'Italia. Castelli risponde il 18 Gennaio 2005, in modo laconico, ma confermando il coinvolgimento della procura bolognese nel sequestro:
Con riferimento all'interrogazione in esame, si comunica che la vicenda nella stessa menzionata si riferisce ad una indagine della procura della Repubblica di Bologna che, allo stato, č coperta da segreto istruttorio, con conseguente impossibilitā di dare qualsiasi tipo di notizia.
Il 17 Marzo 2005 Bulgarelli presenta una interrogazione al ministro della giustizia, per chiedere spiegazioni rispetto al fatto, al quale attribuisce carattere intimidatorio, che
due attivisti milanesi di Indy Media Italia consulenti degli avvovocati dei no global ai processi per il G8, all'uscita dal tribunale, sono stati seguiti da un folto gruppo di uomini della Digos che hanno sequestrato i loro computer portatili 12.16.
5 Maggio 2005. Interrogazione scritta a firma Giulietti, Grillini, De Simone, Russo Spena e Valpiana al presidente del consiglio, ai ministri delle comunicazioni e della giustizia. In seguito alla richiesta di sequestro del sito italy.indymedia.org, avanzata dal pm romano Vitelli e convalidata dal gip, per la presenza nella sezione a pubblicazione libera di una vignetta satirica raffigurante il cardinale Ratzinger, recentemente eletto papa, in abiti nazisti, la quale configurerebbe reato di vilipendio contro la religione, i deputati interroganti stigmatizzano le reazioni di esultanza di alcuni membri del governo ala notizia del sequestro, poiché
Indymedia, prima di essere un sito no global, č un organo di informazione e comunicazionee chiedono al governo cosa intenda fare
per garantire che il sito di Indymedia possa continuare a svolgere la sua regolare attivitá di informazione e pubblicazione, in un sistema che garantisca realmente la libertá di stampa, di espressione e di satira nel nostro paese, come dovrebbe essere in un Paese democratico e civile 12.17.
2005-06-21