IMC Italia non ha mai avuto un server 'proprio' per il sito web. Inizialmente italy.indymedia era ospitato sul principale webserver del network, stallman, negli USA. Poi, si é mossa a Londra, su ahimsa. Oggi, é ancora su ahimsa, anche se in qualche altro luogo.
Questa potrebbe essere una ragione forte per spiegare perché la gestione tecnica dell'IMC, a livello italiano, sia sempre rimasta un poco in ombra.
Prima v, in seguito b, adesso s. (Quasi) sempre una sola persona a prendersi cura del server. Perché comunque si segue la macchina per quel che riguarda il nostro sito, ma rispetto al server in generale esistono altri amministratori, magari con competenze e/o tempo maggiori.
Non si tratta di scarsa volontá di socializzare i saperi in ambito tech, ma piuttosto del risultato di una situazione. In Italia esistono altri progetti, autistici/inventati su tutti, di elevato spessore tecnico, molto vicini a Indymedia, a cui un certo numero di persone dedicano i propri sforzi.
Si tratta di mantenere funzionanti una quantitá di servizi - mail individuali, liste, spazi web comuni, di gruppi e di singoli, remailing, irc, ftp, keyserver, et cetera. Ci sono evidentemente degli stimoli (in piú).
A volte collaborare su un server 'straniero' é piú complicato per questioni di lingua, fiducia, restrizioni di accesso.
Italy-tech in ogni caso vive e produce, si coordina attraverso l'ononima mailing list e assicura il funzionamento routinario del sito IMC italiano. Ha inoltre mostrato di saper gestire situazioni di maggior difficoltá, quali la migrazione di server e di software, nel 2003, l'installazione e configurazione del forum, il coding di porzioni specifiche di sf-active...
Come ogni altro gruppo in Indymedia, italy-tech é un ambiente aperto alla collaborazione di tutti, ed é composta da persone con provenienze, interessi e competenze molto varie. In certi periodi italy-tech sembra discretamente immobile. Ció non significa che i cari vecchi (e nuovi!) hacker non siano pronti a rendersi utili, quando serve.
2005-06-21