Saperi differenti si accumulano, e mescolano, circa l'oggetto Indymedia. Tra i molti attori che popolano la scena discorsiva giornalisti, politici, magistrati ...e gli attivisti.
Indymedia é di chi la fa, dice uno degli slogan piú fortunati del progetto IMC. Preso alla lettera, significa che tutti siamo (o quantomeno possiamo essere), con grande facilitá, attivisti di Indymedia: per partecipare é sufficiente scrivere un'e-mail, o completare un form e pubblicare il nostro contributo tra gli articoli liberamente inseriti sul sito web. Per cui, nella (quasi) impossibilit'di distinguere un dentro e un fuori, una dimensione interna e una esterna al progetto, progetto scientemente orizzontale e aperto, distinguere cosa dice chi agisce (in) Indymedia dalle parole di chi osserva il fenomeno IMC é un'operazione... arbitraria.
La distinzione tra chi scrive sulle mailing list, chi pubblica sul newswire e chi partecipa al forum é operativa - e artificiosa, per molti versi. Ma trattiamo i tre ambiti come campi differenti, dove rilevare tracce diverse dei saperi che Indymedia produce rispetto a se stessa.
Il testo mette sempre al centro dell'analisi l'IMC italiano: questo capitolo non fa eccezione. Le voci dal grande
network internazionale sono incluse, ma restano defilate.
Il livello narrativo é uno dei livelli di pratica, oltre che di analisi, che caratterizzano una qualsiasi organizzazione14.3.
In Indymedia, come é forse logico aspettarsi, non troviamo
una narrazione organica ma una quantitá innumerevole, a volte dispersa, di frammenti. Il progetto docs.indymedia.org
14.4 ha tra i molti meriti anche quello di avere iniziato una parziale sistematizzazione di questi saperi.
Il discorso degli attivisti IMC sul progetto che hanno creato, e alimentano, quotidianamente, oscilla
costantemente
tra il profetico e lo scientifico.
Alle volte aspira a farsi metafisica (di Indymedia).
In altri casi sceglie di ragionare partendo da occorrenze
concrete per sviluppare analisi, individuare pattern, proporre
inferenze e intuizioni. In un quadro frastagliato, sostenuto da una scarsa, scarna, coerenza interna.
Credo valga la pena di guardare alla questione anche da una prospettiva parzialmente differente. Indymedia da un lato é un'emittente, che produce e distribuisce discorsi (mediatici, pubblici) su altri soggetti sociali, come ogni mezzo di comunicazione. Dall'altro, specialmente a causa delle attenzioni che le riservano governi e polizie (di numerosi stati...) si fa oggetto dei discorsi (mediatici, pubblici) altrui. E qui affiora uno dei (molti) limiti dell'IMC. Identitá debole, rivendicata, struttura a rete aperta, ripudio dei modelli produttivi commerciali, avversione per le strategie di promozione tipiche delle (grandi) industrie ...Risultato: Indymedia non gestisce la propria immagine.
Quella che la terminologia del marketing chiama la corporate image di un'organizzazione
in Indymedia non dispone di una sezione, di un'ufficio, di un apparato, di una divisione che se ne prenda cura.
Credo che a molti attivisti di Indymedia vada bene cosí: si tratterebbe di delegare, e/o concentrare una quantitá non secondaria di potere.
A livello italiano é stata creato, nel 2002, il gruppo di lavoro italy-press: sulla mailing list ononima si elaborano comunicati stampa, risposte a interviste, et cetera. Ma in una prospettiva di reazione, e non di gestione attiva della propria immagine, come prodotto.
A livello internazionale non esiste nessuna realtá di coordinamento a livello di rapporti con la stampa, relazioni pubbliche o simili. Come in tutto il resto, tutto il potere ai nodi locali! Solamente di fronte ad emergenze rilevanti per tutta la rete, come nel caso dei sequestri londinesi dell'Ottobre 2004, assistiamo a tentativi di gestire in modo coordinato le proprie comunicazioni 'ufficiali'14.5.
Nel selezionare gli interventi di singoli attivisti da includere nelle prossime pagine, siamo in compagnia del famoso 'imbarazzo della scelta'. E' bello sottolineare come ogni scelta sia implacabilmente parziale, e che invece il discorso che Indymedia offre su se stessa sia caratterizzato da genuina, e irriducibile, polifonicitá.
2005-06-21