Indymedia Italia vista dal suo forum

Se ti chiedono che cosa è indymedia rispondi pure che é una bellissima barca che va alla deriva e lentamente affonda, distrutta dai pirati, dagli ammutinamenti, dal degrado morale degli ufficiali, dal disinteresse collettivo. Rende bene l'idea. 14.15.

Il forum di Indymedia é una delirante ammucchiata di osservazioni pungenti, commenti sciocchi, sconcerie, disquisizioni filosofiche, minacce.

Evolvendo, in questi tre anni, per strade intrigate e intriganti, che qualcuno sarebbe bello raccontasse, un giorno, il forum ha imparato ad essere molto autoreferenziale, chiuso all'interno di un universo discorsivo troppo.

L'Indymedia di cui si parla nel forum é spesso un Indymedia intesa come gruppo di amministratori del forum, che moderano i thread e cercano di tenere un minimo di ordine nelle categorie del forum stesso. La 'casta degli admin', come li ha chiamati qualche utente velenoso.

Un'Indymedia che nei post degli utenti piú accesi diventa censore, fascista, intollerante14.16.

Altri partecipanti sponsorizzano l'idea che apertura e orizzontalitá del progetto IMC siano sono solo slogan vuoti, e in realtá Indymedia sia un gruppo chiuso e autoritario, nel migliore dei casi, o un complotto pluto-guidaico-massonico con la collaborazione della CIA, e dei servizi segreti italiani.

Il forum parla di se, e su di se, moltissimo. Ma incrocia anche i destini di altri spazi di discussione on-line, per cui capita che qualcuno censurato o allontanato da altri ambiti si rifugi qui, dove vige un certo libertarianismo...per poi gridare allo scandalo quando un amministratore sposta un suo thread...

Esistono inoltre fenomeni palesi di protagonismo individuale, di partecipazione assidua al limite del patologico, di esibizionismo o di abnegazione, di tentativi di dialogo reiterati e pazientissimi cosí come interventi sopra le righe farciti di insulti, deliri.

Insomma il forum scrive molto su se stesso e soprattutto sui propri protagonisti. Una fettina di Indymedia che discute di se stessa - e, a volte, della sua distanza da altre componenti della comunitá IMC.

Anche le mailing list riflettono molto sui propri modi, partecipanti, ruoli - meta-thread. No?

Anche nel newswire si animano, periodicamente, discussioni sul newswire stesso - sui propri limiti e potenzialitá, sulla propria funzione. Per quanto sia abbastanza chiaro che il notiziario dovrebbe essere primariamente uno spazio informativo, e le discussioni circa natura, ruolo, regole del newswire andrebbero fatte sulle mailing list.

Per la sua storia14.17, il forum si é ritagliato uno spazio relativamente laterale, e autonomo, rispetto al progetto di Indymedia Italia piú in generale. E' anche snobbato - principalmente, da chi non vi partecipa - e considerato una specie di discarica di rifiuti di ogni provenienza e genere.

Non v'é dubbio sul fatto che dal letame nascano fiori. Quindi, si tratta essenzialmente di avere tempo, pazienza e curiositá sufficienti per avventurarsi nel mare grande che é il forum di Indymedia e - magari giudati da una (post)moderna Beatrice - individuare gli interventi, i dibattiti, di interesse.

Operazione volontaria e non imponibile: molti continuano a restare alla finestra, fortemente dubbiosi circa il fatto che valga la pena di (perdere il proprio tempo per) entrare dentro.

A non essere troppo schizzinosi, si puó vedere come uno dei temi principali di dibattito del forum, cioé, detto in breve e male, 'Indymedia censura?', riprenda una delle tematiche chiave del progetto IMC, che in cento varianti diverse é stata affontata in in pratica tutti gli ambiti di Indymedia.

Indymedia é libera, ma fino a dove deve arrivare questa libertá? Tolleranza per qualsiasi tipo di opinione, ovvero free speech radicale? E' una delle opzioni sul tavolo. Alternativa - poi vincente, in ambito italiano, almeno a livello di newswire -: spazio di libertá ma nessuna agibilitá per fascisti, sessisti, razzisti e discriminatori vari.

La questione é seriamente una di quelle che stanno al centro del progetto IMC. Se ne é discusso per mesi a livello internazionale giá nel 2000, quando si trattava di capire se moderare, e in caso con quali sistemi, il newswire del sito www.indymedia.org.

Nessuna selezione degli articoli, o invece decisione di un team editoriale, possibilmente aperto e trasparente, o piuttosto ancora moderazione di massa da parte degli utenti, attraverso giudizi (voti) da assegnare ai post.

Come trend generale, possiamo affermare che si é passati da una soluzione a, apertura totale, a una soluzione b, azione amministrativa di gruppo, quando la libertá totale dello spazio newswire lo stava rendendo disfunzionale. E per il presente alcuni IMC stanno sperimentando l'opzione c, su cui altri nodi Indymedia potrebbero seguire in futuro.

Resta anche ovviamente la possibilitá di combinare le varie alternative.

Il forum di Indymedia Italia é nato senza policy, come spazio non regolamentato, in nessun modo. Dopo alcuni mesi, ha adottato la policy (antifascista) del newswire. Pur rimanendo peró un canale di dialogo, sufficientemente anomalo nell'IMC, tra individualitá che fanno riferimento a universi politicamente distantissimi14.18.

Parlandoci di sé il forum14.19 ci parla di Indymedia. Di una moltitudine irrequieta, rumorosa, a volte folle. Di persone che trovano on-line, in un contesto con caratteri propri e marcati, tracce di identitá. E, plausibilmente, soddisfano certi propri bisogni.

2005-06-21