Puó essere relativamente facile liquidare gli stipendiati di libero padania e affini come pollivendoli, Indymedia peró, per certi versi, deve anche rendere conto dell'offensiva avanzata da altri giornalisti, ben piú vicini alla categoria dei 'pezzi grossi': Enrico Deaglio, Gad Lerner, Gianni Riotta, ...
Gad Lerner se la prende con Indymedia per dei post antisemiti comparsi nel newswire. Siccome in una puntata della sua trasmissione tv - di intrattenimento politico - il tema é appunto l'antisemitismo, in eventuale crescita nel nostro paese, Indymedia é il lago adatto in cui pescare per dimostrare che esiste un antisemitismo di sinistra. Preoccupante, anzicheno. Il newswire offre deliri per tutti. A gratis.
Riotta, blasonato editorialista del Corriere della Sera, se la prende con l'anonimato implementato da Indymedia. Con la possibilitá per tutti di pubblicare qualsiasi cosa, minacce comprese. Con il fatto che notizie e opinioni viaggiano assieme, e non su binari separati.
Il casus belli sono alcune esclamazioni di giubilo, comparse nel newswire, dopo l'esplosione di uno Shuttle. Riotta stigmatizza, sul Corsera cartaceo, l'IMC, sito estremista.
Almeno un paio di attivisti gli scrivono, via e-mail. Sono anche loro giornalisti, eppure amano Indymedia. Addirittura, vi partecipano. Cercano di informarlo meglio su quali sono i fondamenti del progetto. Riotta risponde, ringrazia, non cambia idea.
Alcuni utenti di Indymedia a quel punto (s)parlano di un boicottaggio (?) del forum on-line che Riotta mantiene nel sito web del giornale. Riotta rilancia:
Open publishing é un elegante modo di dire cesso pubblico. Al cesso pubblico lei scrive di nascosto, anonimo, delle oscenitá e nessuno se ne cura. Su Indymedia persone perbene sono svillaneggiate da figuri, minacciate di morte, calunniate senza possibilitá di difesa. E quando ho parlato con uno dei responsabili mi ha detto, noi non possiamo farci nulla. Nulla? Dovrebbero lasciare spazio alle opinioni, anche le piú estreme, ma filtrare insulti e minacce e calunnie. Altrimenti non é spazio aperto é latrina15.19.
Qualcuno continua a discutere, qualcun'altro si stanca e passa a fare altre cose. In compenso, in occasione del sequestro dell'Ottobre 200415.20, e di nuovo all'annuncio di sequestro del Maggio 2005, Riotta si schiera a fianco di Indymedia - che, secondo lui, lo ritiene un 'arcinemico' -: la pensano diversamente da me, sono imbecilli, anche, a volte, ma non é la censura il modo di rispondere a Indymedia.
2005-06-21