Il valore dell'informazione indypendente

Indymedia e' un progetto di informazione partecipat(iv)a, libera da valutazioni di tipo economico, da costrizioni istituzionali, da logiche di potere.
Indymedia e' uno strumento messo a disposizione di tutti perche' collaborino, condividendo i propri saperi ed esperienze, alla costituzione di un canale di comunicazione di massa dal basso.
Media di chi sceglie di farsi media, per offrire a giornali e tv in cerca di ?storie di scontri e sangue giovane? un prodotto il piu' possibile gia' confezionato, una storia per una volta un po' piu' difficile da manipolare.
Media di chi si inventa di fare un media, per scavalcarli, i media tradizionali, per sfilare il tappeto da sotto i loro (ricchi, spesso; e sporchi, spesso) piedi. Quantomeno quando si tratta di informare rispetto a eventi cosiddetti alternativi, che vedono coinvolti direttamente quelli che Indymedia la fanno e la usano, e altri amici loro.

Informazione indipendente come fattore socialmente rilevante. E come percorso per crescite individuali.

Mezza, giornalista Rai, ci parla dell'importanza della figura del mediattivista, che definisce, suggestivamente, reporter diffuso:

fotografie, riprese amatoriali, telefonate, tutti frammenti che per settimane e settimane hanno tracimato da quella sorta di reporter diffuso che ha setacciato ogni istante di quei giorni, illuminando episodi, denunciando responsabilitá, chiarendo situazioni, documentando contesti che nessun giornalista aveva o poteva raccontare 16.7.

Rispetto a Genova 2001 l'operato di Indymedia é stato preziosissimo e ineguagliato. Ció é stato detto e ridetto (Paoli, 2001). Una valenza in termini informativi, conoscitivi, enorme e possibile solo grazie alla capacitá di questo soggetto mediatico di coordinare una rete di individui autonomi, motivati, e capaci di muoversi sul terreno delle manifestazioni. Un contributo alla conoscenza dei giorni di Genova. Una spina nel fianco dei media mainstream e delle istituzioni, una dolorosa controparte alle loro (mezze) veritá.

L'informazione offerta é cronaca, nei giorni delle proteste, delle lotte, delle rivendicazioni. I mesi, gli anni, passano, e le pagine di informazione indipendente diventano un contributo indispensabile nella costruzione di una storia del presente.

Contrastare le menzogne, offrire contestualizzazioni alternative, e/o antagoniste. Il fare informativo diventa - o meglio é sempre, intimamente - fare politico.

Personalmente, ero al mediacenter di Via Battisti quando i primi lanci dell'ansa dicevano che un manifestante era morto. E diffondevano le prime versioni dell'accaduto: morto perché colpito dal sasso lanciato da un altro manifestante.

Ero al mediacenter quando, subito dopo l'irruzione/carneficina della notte del 21 alla scuola Diaz, le forze dell'ordine convocavano un'allucinante conferenza stampa (senza possibilitá per i giornalisti di porre domande) in cui esibivano come presunte prove della bellicositá dei ragazzi che dormivano nella palestra (massacrati mentre dormivano nei loro sacchi a pelo) arnesi da muratore, prelevati da un cantiere edile prossimo alla scuola.

Conferenza stampa in cui presentavano due bottiglie molotov (che un video ha successivamente provato essere state portate dagli agenti stessi sul luogo dei fatti. C'é un procedimento in corso, con un paio di indagati), parlavano di una dubbiosissima aggressione a un agente, con un coltello, e dichiaravano che 'le ferite dei manifestanti trasportati in barella, sanguinanti, fuori dalla scuola, risalivano agli scontri del pomeriggio'.

Sulla base di foto e video indipendenti l'assassinio di Carlo Giuliani é stato investigato come risultato dello sparo da parte di un carabiniere. (Beh, l'inchiesta é stata archiviata...Indymedia scuote, e pungola; ma non é onnipotente.)

Sulla base di un video indipendente, girato da un attivista di Indymedia, i giudici stanno cercando di ricostruire l'assalto alla Diaz, e individuare le responsabilitá di qualche tutore dell'ordine.

Sulla base di materiali indipendenti qualche poliziotto e carabiniere é indagato per aver commesso violenze, e abusi, nelle strade di Genova.

Mancano testimonianze video rispetto ai trattamenti riservati agli arrestati del g8 nella caserma di Bolzaneto.

Insomma informazione indipendente come attivitá che incide nel campo giornalistico, ma anche in quello politico, e in quello giudiziario. In una societá in cui, in ogni caso, i tre ambiti soffrono di contiguitá, sovrapposizioni, rimescolamenti quotidiani.

Genova 2001 ci parla anche dell'importanza per i media indipendenti di mettersi in rete, tra loro. Indymedia e Radiogap, ad esempio, hanno costruito nel mediacenter una sinergia spettacolare. Contaminazioni tra media, e modalitá di trattare l'informazione.

Il calore della radio unito alla diffusione e profonditá della rete internet.

L'esperienza e la professionalitá di una decina di redattori combinata all'energia e creativitá di centinaia di videomakers.

I telefoni, e le biciclette, a collegare le strade con il mediacenter.

Le frequenze radio, e la rete telematica, per far si che i racconti nati nel mediacenter arrivassero alle orecchie di tutti.

Nuove tecnologie: emozioni senza confini. Un'attivista di Indymedia Italia piange a dirotto al meeting genovese di fine 2004. E' appena intervenuto, in assemblea, un signore di mezza etá, che dice di essere passato per testimoniare personalmente la propria solidarietá all'IMC, dopo il sequestro dei server. Il signore spiega che legge spesso il sito IMC. Cita come esempio di informazione altra di qualitá, efficace, e ben fatta, le corrispondenze audio pubblicate dalla Bolivia. L'attivista in questione é la persona che ha realizzato quei servizi, durante un proprio viaggio, mesi prima. Non trattiene l'emozione.

Una sensazione simile é raccontata da Zambelli, il quale si dispiace di non aver registrato una telefonata (che comunque riporta a memoria nel suo testo16.8) ricevuta mentre lavorava in una radio comunitaria bolognese. La radio trasmette anche via internet, e il redattore riceve una chiamata, e la richiesta di una canzone napoletana, ...dal Canada. L'ascoltatore é un emigrato italiano.

Questi esempi ci parlano di quello che é senza dubbio un ulteriore valore aggiunto delle esperienze mediattive (indipendenti, nel nostro caso). Il piacere, la gratificazione, l'arricchimento, anche emotivo, per chi vi prende parte.

Ogni attivista, e ogni pseudo-intellettuale proto-attivista (leggi: chi scrive), ha i propri aneddoti. Mi piace ricordare l'anziano signore che regaló dei manuali di informatica (introduzione al C++, e al Fortan) al circolab16.9. Lo incontrai per strada qualche mese dopo. Mi disse che non condivideva tutto quanto facevamo (in particolare non apprezzava la musica hardcore) ma in compenso ci era grato, perché dimostravamo coraggio, e libertá. Rimpiangeva, di non avere fatto, da giovane, qualcosa di simile. La causa, mi disse: 'viltá, e conformismo borghese'.

2005-06-21