Intelligenze collettive

Indymedia come intelligenza collettiva. Lo aveva giá suggerito Levy, padre del concetto, nel 2000, a un convegno tenutosi a Bologna.

Levy si interessa di quella che definisce ingegneria del legame sociale, e individua nella telematica e nelle nuove tecnologie di rete uno spazio di ...rinascita.

L'uso socialmente piú proficuo della comunicazione informatizzata é senza dubbio quello di fornire ai gruppi umani i mezzi per mettere in comune le proprie forze mentali al fine di costruire collettivi intelligenti e dare vita a una democrazia in tempo reale 16.13.

Altri autori hanno ripreso la sua indicazione, riguardo all'esperienza di Indymedia. In particolare, Scotti sottolinea che

L'utilizzo di particolari 'tecnologie intellettuali', l'adozione del metodo del consenso e l'assenza di 'strutture verticali e centrali', costituiscono i tre elementi principali che inducono a considerare Indymedia come un grande esempio di intelligenza collettiva.

A questi elementi ne vanno inoltre aggiunti altri tre, meno caratterizzanti ma certamente non meno suggestivi: la dimensione internazionale (globale) del network di Indymedia, la sua continua e rapida espansione (da 1 a piu' di 110 nodi in tre anni), l'adozione - diffusa e implicita da parte dei partecipanti al progetto - dell'etica hacker.

Tutti questi fattori, nella loro interazione e sovrapponibilitá, compongono un quadro in cui sembra difficile non riconoscere un chiaro esempio di intelligenza collettiva. Inoltre, pare che proprio il campo dei media sia il 'terreno di coltura' privilegiato per questo tipo di 'organismi'16.14.

Levy si inserisce all'interno di un paradigma, che possiamo definire come neo-illuminista, che vede nella rete internet un terreno utile, per certi versi ottimale, per la costruzione di nuove forme di aggregazione e di democrazia, e infine lo sviluppo di un uomo nuovo.

Tuttavia, il valore collettivo delle esperienze di rete, in ambito comunitario, in cui lo scambio e la cooperazione convivono con la possibilitá di un'azione autonoma, come prove di una nuova intelligenza, come forme di un sapere, di una cultura, dai volti nuovi, é sottolineato anche da altri autori, piú attenti alle implicazioni dell'internet come terreno di conflitto e negoziazione tra pratiche (e valori) differenti. Di Corinto e Tozzi parlano di

intelligenza collettiva come modalitá operativa di conoscenza del mondo 16.15.

In questi termini l'intelligenza collettiva non si limita alla rete, e alle sue pratiche, ma avvolge l'esperienza quotidiana di ciascuno, in cui la conoscenza non é mai scoperta (totalmente) individuale ma fa affidamento a una mente collettiva, che trova la sua realizzazione pratica nel mondo degli artefatti, culturali, che l'uomo ha prodotto, nelle loro funzioni, nei loro usi.

L'intelligenza collettiva pre-esiste a internet, ma in essa trova ambiti, specialmente quelli definiti come comunitá virtuali, in cui fiorire in modo nuovo e promettente. Indymedia, soggetto fluido e collaborativo, sperimentale e tecnologico, fa parte di queste promesse.

2005-06-21