Indymedia si propone di essere il media di tutti, e per tutti. Se poi andiamo a vedere, nei fatti, chi é che partecipa attivamente ai vari progetti IMC scorpiamo che la maggioranza delle persone sono: bianche, economicamente benestanti, con un livello di istruzione alto (laurea o simili). Quindi?
Indymedia non cerca solo di eliminare le diseguaglianze sociali: per molti versi riproduce il mondo - lo stato di cose -verso il quale si oppone. Si tratta di attivare una consapevolezza, ovviamente, non di subire una paranoia.
Indymedia deve fare i conti seriamente con queste dinamiche, perché essa stessa, e le persone che le danno vita, rifiutano scientemente l'idea di essere la (pseudo)avanguardia di un qualche gruppo o movimento. Indymedia vuole essere accessibile, oltre che aperta. Aspira ad essere di tutti nei fatti, oltre che a parole.
La questione razziale é meno immmediatamente evidente in Italia che ad esempio negli Stati Uniti, paese storicamente molto piú multietnico che il nostro. Diseguaglianze in termini di accesso, e competenze. Che si traducono, nella pratica, in discriminazioni. Su base razziale, etnica, ma anche di genere, di etá, di cultura.
Cosí Uzelmann:
Ovviamente, ogni IMC, come tutte le organizzazioni progressiste, o radicali, lotta con queste problematiche. Per quello che ho visto e sperimentato, gli uomini bianchi tendono a essere sovrarappresentati nel network. Questa é una tendenza che abbiamo visto in tutto il movimento pro-democrazia ed é particolarmente evidente nelle strade canadesi e statunitensi durante le manifestazioni di massa. Come sottolinea Elizabeth (Betita) Martinez (2000), questi problemi possono trarre origine da una varietá di ragioni, tra cui: incapacitá o non volontá dei gruppi dominati dai bianchi di raggiungere le comunitá delle minoranze, barriere culturali, sfiducia verso gli attivisti bianchi di classe media che hanno giá usato in certe occasioni le minoranze per portare avanti la loro propria agenda politica, mancanza di familiaritá con i temi della protesta, paura della repressione poliziesca, mancanza di fondi, mancanza di accesso a internet, et cetera 16.21.
La valutazione fatta da Uzelman é condivisa da Kidd (2003), per la quale i volontari IMC tendono inesorabilmente a essere giovani, bianchi, di classe media, provenienti dai paesi del Nord. E questa é, giustamente, una preoccupazione, per Indymedia.
Una ulteriore testimonianza é inclusa nel saggio collettivo scritto sugli IMC e sui movimenti contro il capitalismo nel Nordamerica 'we are everywhere' (siamo dappertutto). Un racconto da Seattle, 1999:
vedevamo che chi si presentava alla porta per partecipare erano per lo piú persone bianche - attivisti progressisti, persone bianche ben intenzionate. L'intenzione del progetto era essere una opportunitá per i gruppi sotto-rappresentati, gruppi che non solo non si vedono o sono rappresentati in modo distorto nei media, ma anche che non riescono ad avere accesso alle risorse per la produzione mediatica. Invece la maggior parte delle persone che stavano partecipando avevano accesso a queste cose, avevano avuto esperienze precedenti nell'ambito del fare media, o avevano le risorse per guadagnare un accesso se lo volevano.
Questo era semplicemente il modo in cui le cose stavano accadendo, per via del fatto di chi era che aveva il 'tempo libero' per partecipare e per dedicare cosí tanto tempo a questo progetto in una cornice di tempo cosí esigua. Fu una problematica primaria - il ruolo che gioca la questione dei privilegi.
Anche se cerchiamo di essere una alternativa, e per certi verso lo siamo, ci deve sempre essere anche una critica interna. Quel privilegio si basava su razza, classe, genere, orientamento sessuale, etá, perfino16.22.
In questo contesto, in cui Indymedia in qualche modo resta schiacciata da quelle dinamiche che vorrebbe sradicare, vogliamo anche pensare allo sviluppo dei progetti IMC in societá, quali quelle del Sud America o dell'Africa, in cui le diseguaglianze sono ancora molto piú marcate e difficili da valicare che alle nostre latitudini.
Il cammino dall'utopia alla prassi non si percorre in un solo giorno, e forse neppure in pochi anni.
Ulteriore citazione, dalla (raccontatissima!) mobilitazione di Seattle del Novembre 1999:
Ero in quella prigione dove erano detenuti un sacco di manifestanti e una grossa folla cantava 'Ecco la vera faccia della democrazia!' All'inizio mi sembrava bello, in qualche modo. Ma poi ho pensato: davvero é questa la vera faccia della democrazia? Qui nessuno ha una faccia simile alla mia 16.23.
2005-06-21