De limitibus Indymediae

E' giusto e intelligente evitare generalizzazioni affrettate: un'attitudine pragmatica, piena di buon senso, suggerisce di contestualizzare ogni questione, e di ricercare soluzioni altrettanto contestuali, e situate. Eppure non deve sfuggire un dato differente, emerso - con qualche sorpresa - dall'analisi: i problemi di Indymedia sono seriamente ricorrenti. Le situazioni si ripetono, in tempi e luoghi diversi, con modalitá simili.

In ambiti IMC sinceramente distanti si affrontano questioni simili. Si elaborano, all'insaputa gli uni degli altri, soluzioni. Spesso, approssimativamente le stesse risposte. Si sviluppano dibattiti del tutto indipendenti, spesso significativamente somiglianti - nel loro evolversi, e nelle conclusioni.

E' in ogni caso importante notare che proprio questa consapevolezza - il bagaglio altrui come risorsa enorme, a cui attingere - sta alla base della volontá di alcuni attivisti di Indymedia di realizzare un luogo (virtuale) per la raccolta (e lo scambio) delle best practices dei singoli IMC. Questo progetto ha poi preso una direzione piú ampia, diventando quel testo in permanente, splendida, rielaborazione che si chiama Indymedia Documentation Project.

Il capitolo 10 ha giá introdotto un certo numero di critiche, in particolare relativamente ai limiti incontrati dal progetto IMC nel tradurre, nella pratica quotidiana, i valori e metodi scelti - sicuramente innnovativi (e dei quali, a ragione, ad alcuni attivisti dell'IMC piace vantarsi). E' arrivato il momento di 'infierire' ulteriormente su Indymedia - incapacitá, mancanze... Tra desideri e realtá.



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2005-06-21