Dinamiche interpersonali

Alla fine, non é cosí difficile, cosí complicato, gestire un progetto come un nodo locale Indymedia. Da un punto di vista tecnico, e amministrativo 'puro'. Ci possono essere dei problemi rispetto alle capacitá di un gruppo editoriale limitato nel fare fronte alla quantitá di post del newswire da nascondere - sono in effetti molti gli articoli e i commenti vanno 'hiddati', secondo un'applicazione rigorosa e costante di una policy editoriale come quella di cui si é dotato l'IMC.
Mi sembra che le difficoltá maggiori peró siano, soprattutto oggi, di tipo relazionale - e, in un senso ampio del concetto, politico. Quelli che in linguaggio colloquiale si definiscono 'scazzi' (e scazzetti).

Adottiamo, operativamente, la dicotomia proposta da Negrotti (2001) tra una comunicazione di tipo informazionale, 'pura', strettamente funzionale, e una comunicazione di tipo conoscitivo, legata all'espressione di stati mentali, conoscenze tacite, e elementi di soggettivitá. Possiamo osservare come, nell'IMC, nella misura in cui vanno deteriorandosi i legami di fiducia e condivisione del gruppo (della comunitá) cresce, significativamente, il secondo tipo di comunicazione.
Ricerca di conferme, di verifica, di consonanza altrui con il proprio sentire, che spesso risulta in ulteriori disintendimenti, e tensioni, che alimentano una dinamica di crescita, e di avvitamento, del flusso. Dinamiche alle quali si risponde con ulteriori dosi di comunicazione conoscitiva - paradossalmente, lo strumento attraverso il quale si cerca di (ri)stabilire le basi del quieto vivere é quello che genera ulteriore scomposizione.

Scomposta. Mi sembra l'aggettivo piú adatto per descrivere lo stato attuale della comunitá che anima - da dentro, da dietro - Indymedia in Italia.

Sono allibito dal livore personalistico che alcuni sanno esprimere e che sinceramente sento come qualcosa di alieno alla comunita' di indy per come l'ho sempre conosciuta. Senza cambiare il nostro modo di relazionarci non esiste cambio sociale che tenga. (...)
Torniamo a pensare indy come qualcosa di fluido e di ricco nel suo sperimentarsi, ovviamente cercando di rispettarsi sia evitando il livore, sia evitando di dare alcune cose troppo per scontate. Senno' facciamo un bel media tradizionale in cui c'e' chi decide, chi esegue, chi e' dentro, chi e' fuori, e ci scanniamo sui confini16.26.

2005-06-21