La fatica é figlia di questo stato di cose, descritto sopra, sedimentato, progessivamente 'aggravatosi', nel tempo. Oltre a ció stanno mostrando i propri limiti i meccanismi gestionali dell'IMC, approntati ed esperiti inizialmente quando il progetto aveva dimensioni significativamente minori: in termini di partecipazione interna; come utenza e utilizzo attivo del sito web; come visibilitá e conseguenti pressioni esterne.
La fatica a cui mi riferisco quando scrivo della partecipazione a Indymedia Italia é relativa ai suoi ambiti di discussione e decisione primari, la mailing list italy-list e le assemblee nazionali (dette anche biostream). Credo, insomma, che le difficoltá di partecipazione, la 'pesantezza' sperimentata da molti sia figlia di due situazioni:
Se da una postura aperta, ottimistica, accogliente, del tipo la fiducia si dá e poi, in caso, si toglie si scivola in un atteggiamento caratterizzato da diffidenza, intransigenza e/o cinismo - ovvero si lascia che il dentro della comunitá perda le proprie qualitá elettive e sia un ambito indistinto dal fuori, dove é necessario stare in guardia costantemente, non fidarsi - le regole per la cooperazione, le dinamiche di gruppo che prima sembravano sane e funzionali si rivelano, tristemente, non (piú) adeguate.
Indymedia ha fatto degli sforzi per ristabilire un clima di fiducia. Forse avrebbe dovuto 'giocarsela' diversamente: chi lo sa che un week-end di festa (musiche, computers, danze, cibo, bibite, amori, chiacchere, ...) non avrebbe giovato di piú, alla comunitá, dell'ennesimo fine settimana 'sediamoci in cerchio, guardiamoci negli occhi, diciamoci le cose chiaramente, odiandoci se serve, e usciamo di qui sereni e determinati'.
Nel 2002 si sarebbe voluto fare un meeting al mese, potendo. Voglia di vedersi, di (ri)conoscersi, di scambiare saperi e sapori.
Com'é che invece nel 2004, nel 2005, organizzare un biostream é un'impresa complessa - thread kilometrici, rinvii, indisposizioni. C'é perfino chi mette in discussione, seriamente, l'opportunitá di ritrovarsi.
La cadenza dei meeting passa, nei fatti, da trimestrale a semestrale.
Eppure la comunitá attiva nell'amministrazione del progetto IMC Italia non sono che un centinaio di attivisti. Molti, sempre gli stessi, da anni.
Tre fasi del processo decisionale: discussione, decisione, implementazione. Si tratta di recuperare una linearitá, una direzionalitá, per evitare che una discussione senza limiti, che si spinge in mille direzioni differenti, saturi la scena. Si tratta, inoltre, di impegnarsi affinché alle decisioni, sofferte, e condivise, segua una messa in pratica. Se il cerchio non si chiude, proliferano i sentimenti di amarezza, di frustrazione, di risentimento, anche - che ammalano l'entusiasmo, raffreddano la partecipazione, aumentano (lamentevoli) tentazioni autoritarie.
2005-06-21