Una deriva segnalata da molti attivisti ha a che fare con il 'featurismo': partecipare a Indymedia si ridurrebbe a scrivere features per la colonna centrale del sito. La mailing list italy-editorial ha un traffico molto alto, proporre e realizzare una feature puó effettivamente rivelarsi un'attivitá dispendiosa.
Ma sembra che in qualche senso italy-editorial si sia chiusa su se stessa, abbia generato quantitá spropositate di thread autoreferenziali, e reso vacillanti i meccanismi di inclusione.
E' un problema se Indymedia si identifica con l'aggiornamento della colonna centrale del sito.
E' un problema se gli attivisti che scrivono le faetures passano cosí tanto tempo a discuterne significati
e virgole per cui non hanno piú modo di leggere il newswire del sito.
E' un problema se Indymedia Italia viene percepita come una redazione che scrive sul sito, nella sua
sezione principale.
L'avventura recente dei post dinamici indica una volontá, da parte della comunitá, di aprirsi, di segnalare la propria disponibilitá rispetto ai contributi di tutti. Aggiornare una feature attraverso un post del newswire era una cosa che si poteva fare da sempre. Avere inventato un nome per questa cosa, e promuoverla dal sito, significa percepire una crisi e cercare di affrontarla.
Sicuramente un maggiore coinvolgimento dei soggetti direttamente artefici di azioni e lotte nella gestione dei contenuti del sito web é un passo nella direzione giusta. E frena una ipotetica deriva editoriale di Indymedia, intesa come gruppo aperto e alternativo di giornalisti che selezionano e confezionano l'informazione da presentare al pubblico - il quale, nella sua declinazione classica, attende passivo, e ... consuma.
2005-06-21