Hintz suggerisce di guardare a Indymedia attraverso la metafora dei layer, o livelli. Indymedia sarebbe costituita da una serie di livelli differenti, ciascuno dei quali aggiungerebbe qualcosa a quelli sottostanti, sui quali si appoggia. Ogni layer aumenta la complessitá e l'astrazione. Si parte da un livello base, fisico, per salire su16.41.
Sembra di leggere la descrizione della gerarchia iso/osi, che governa la trasmissione dei dati sulle nostre reti informatiche. Dal livello fisico fino a quelli superiori, si passa per i protocolli e si arriva alle applicazioni.
L'aspetto che mi sembra piú intrigante di questo modello é che il livello superiore non comanda quello sottostante, non é un grado gerarchico in piú: non determina, ma specifica. Non comanda: si basa su.
Allora la nostra metafora di una Indymedia multi-level avrebbe: un livello di astrazione massima, costituito dal network globale, un livello successivo, appena sotto, dato dai progetti con dimensione continentale (imc-europe, oceania, usa, ...), un livello nazionale, un ulteriore livello per i gruppi e le iniziative di aree geografiche, regioni (es. indymedia sicilia), il livello cittadino, un ulteriore livello di base, comunitario, dove l'IMC é fatto e vissuto in quartieri della cittá, o in comunitá che nella cittá afferiscono a una certa area politica. Si potrebbe volendo includere un ulteriore ultimo livello, che peró ci porterebbe necessariamente a una dimensione individuale: Indymedia nei corpi e nelle pratiche dei suoi attivisti. Sotto tutto, ci sono loro.
2005-06-21