E' stato suggerito, tra i molti altri modi di raccontare Indymedia, di immaginarla, di analizzarla, di usare la metafora del meme. Il meme sarebbe una unitá culturale corrispondente a quello che é in genetica il gene. Indymedia sarebbe un'organizzazione, o un organismo, dedito a 'spargere il meme'.
E' stato anche accennato a Indymedia come contenitore e generatore di mondi possibili, nell'accezione del concetto proposta da Eco (Scotti, 2003: 37).
E' stato scritto di Indymedia come attore sociale in grado di praticare la collettivizzazione marxiana dei mezzi di produzione.
Altri hanno definito Indymedia come un carnevale, confusione gioiosa di colori e diversitá, mescolamento, commistione vitale (Kidd, 2003).
Un'ulteriore suggestione é apparsa sul sito di Indymedia Oceania, a firma Luther Blisset. Nel contesto di una critica al progetto del portale oceania.indymedia.org, che sarebbe un passatempo di pochi tecnici con grosse abilitá informatiche e tempo da perdere, si dice che:
Per altri Indymedia é piú analoga a una rete di giardini di permacoltura comunitari, che mettono a disposizione spazi per la selvaggia, naturale evoluzione di un discorso che ha l'abilitá di criticare il sistema corporativo da fuori dei suoi confini - aperto, libero, per chiunque abbia voglia di prendersi il tempo di ripulire e raccogliere.
La conseguenza di questa seconda visione é che all'interno dei suoi Principi di Unitá, dei suoi criteri di Appartenenza e degli esempi pratici che stabilisce Indymedia contiene i semi per una modalitá completamente nuova di organizzare e usare le tecnologie mediatiche (sia vecchie che nuove), che puó potenzialmente sconfiggere e *rimpiazzare* le forme di media omogenee , concentrate, monopolistiche e corrotte create negli ultimi cinquanta anni dall'evoluzione del sistema delle grandi industrie.
2005-06-21