La sfera pubblica é lo spazio sociale generato dall'agire comunicativo2.21, percorso da atti comunicativi liberi, non vincolati, anarchici. E' una rete per comunicare opinioni, lo spazio dove emergono i problemi, le questioni.
In un modello sociale ideale i media agiscono come facilitatori, del dibattito pubblico, e i cittadini sono i partecipanti (Shumway, 2003).
L'esistenza di una sfera pubblica in cui i cittadini possano esercitare le loro libertá comunicative é un elemento fondante il potere politico legittimo (Carlini, 1996: 175).
A questo punto possiamo interrogarci su quale sia la funzione esercitata dai nuovi media nella creazione di una sfera pubblica, oggi.
Nuovi media le cui potenzialitá democratiche sono state ampiamente illustrate, da molti autori.
La sfera pubblica, che Habermas fa risalire alle coffee houses del Settecento, in cui la conversazione libera da vincoli e interferenze costruiva un ambito di dialogo, confronto, accessibile e paritario si é evoluta in uno spazio multimediale e allargatissimo.
Una domanda intelligente puó essere: in questo spazio ci sono oggi i margini per una discussione franca, e per gli argomenti razionali
(altri due elementi indicati da Habermas come requisiti costitutivi la sfera pubblica)?
Secondo Domijanni, l'intera rete internet si puó interpretare come
una realizzazione in progress di quella sfera pubblica habermasiana che puó far ben sperare nella costruzione di una 'democrazia continua', cosí la chiama Carlini, intesa come processo permanente di elaborazione di sapere, costruzione d'identitá, discussione dell'agenda pubblica2.22.
Probabilmente occorre distinguere tra una sfera pubblica 'generale' e la sua versione alternativa. Per la costruzione su scala globale della prima sembrano piú adatti i big media stile CNN (ammmesso e non concesso che un modello comunicativo come quello della neo-televisione possa generare un ambito di dibattito franco, e fondato su argomenti razionali). La sfera pubblica alternativa, che possiamo immaginare come una componente minore, ma non certo insignificante, della prima, é in qualche modo la somma dei molti media alternativi (Shumway, 2003). Mi sembra importante sottolineare questa differenza per evitare affermazioni affrettate, come quelle che segnalano l'importanza del ruolo svolto da Indymedia nella formazione di un'opinione pubblica su scala mondiale (Scotti, 2003: 242).
Se discutiamo di coscienza globale, di opinione pubblica mondiale, beh i protagonisti della scena sono i grandi network tv, e i gruppi industriali che dominano l'industria editoriale e multimediale, non certo (non ancora, quantomeno!) l'IMC. Singole persone, pensatori, scrittori globali come Paulo Coelho o Dan Brown hanno probabilmente un peso, in questi termini, maggiore che l'intera rete Indymedia.
2005-06-21