Un miliardo e duecentomilioni gli utenti di internet stimati per la fine del 2005. Il quaranta per cento in piú che nel 2004. Altri dati parlano del sei per cento della popolazione mondiale in rete.
Quale che sia il caso, una grossa fetta di umanitá resta fuori. Fuori dalla rete, fuori dai flussi informativi, fuori dai giochi di potere. E non ha molte speranze di entrarvi, né l'anno prossimo né quello successivo.
Il divario tra ricchi e poveri d'informazione (information riches and information poors) si allarga, purtroppo.
L'ONU parla delle nuove tecnologie della comunicazione come facilitatori di avanzamento sociale. Ha sicuramente ragione.
C'é chi non ha i mezzi, chi non ha le capacitá, chi nessuna delle due cose. C'é anche chi non saprebbe che farsene, di una connessione alla rete internet.
Zena: Di che cosa pensi che i paesi del terzo mondo abbiano piú bisogno: libri o computer? O qualcos'altro?
Bruce: Cibo, coperte e sistemi sanitari sarebbero un buon inizio3.15.
La questione della disparitá di accesso alle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione ha ovviamente rilevanza anche all'interno di paesi avanzati, come il caso dell'Italia, dove esistono sicuramente asimmetrie importanti in termini sia di possibilitá di accesso che di capacitá di utilizzo efficace dell'ICT. Mentre il dibattito sulle meraviglie della democrazia elettronica ha riempito la bocca di molti, a livello concreto le istituzioni si sono mosse in modo lento e poco visibile.
2005-06-21