Il sito web di Indymedia Italia

Il sito di Indymedia Italia é ospitato al momento su un server presumibilmente americano. I problemi legali che Indymedia ha affrontato dopo il sequestro, a Londra, di due server, nell'Ottobre 2004, ad opera dell'FBI hanno spinto gli IMC a un prudente silenzio circa la nuova localizzazione delle proprie macchine5.4.
IMC Italia sfrutta, per il proprio web, le potenzialitá della piattaforma software sf-active. Questo software é stato pensato e scritto a San Francisco, a partire dal 2000. Il sito dell' IMC locale - raggiungibile all'indirizzo sf.Indymedia.org - é stato il primo a beneficiarne5.5.

Senza dubbio, la novitá principale di sf-active rispetto ad active sono le categorie. Colonna centrale e newswire si moltiplicano n volte. La colonna centrale e il newswire della home page diventano la categoria principale, ed é possibile creare un numero a piacere di (sotto)categorie, in conformitá alle esigenze e i desideri di chi gestisce il progetto.

Gli attivisti di Indymedia San Francisco hanno scelto di usare le categorie per creare alcune aree tematiche all' interno del loro sito - relative ad argomenti quali il diritto alla casa, il movimento contro la guerra, l' ecologia, la repressione e il controllo sociale. Indymedia Italia ha fatto lo stesso, individuando diciannove diverse aree tematiche. E, peró, ha usato le categorie anche per altri due scopi:

Le categorie del sito italiano sono quindi a loro volta suddivisibili in categorie tematiche, categorie geografiche e autoproduzioni. In totale le categorie presenti su italy.indymedia.org sono oggi piú di trenta.

Il sito italiano é strutturato sostanzialmente nello stesso modo dell'omologo californiano. Tuttavia, alcune specificitá sono state introdotte a livello locale. Nei casi migliori, queste modifiche sono state anche integrate nelle release successive del codice. Si tratta di cambiamenti attuati per venire incontro a richieste specifiche avanzate da attivisti di Indymedia Italia.
La prassi comune é la seguente: un attivista avanza una richiesta in mailing list, del tipo 'ma perché non mettiamo su ...'. La richiesta viene discussa e valutata collettivamente. Se appare ragionevole, interessante, e praticabile, si cerca un techie disponibile a implementarla - ovvero a tradurla in un 'pezzo di codicé da includere nel software.

Un esempio significativo di discussione collettiva e implementazione graduale é costituito dal menu 'ultime features in categoria'. Si pensó di dare maggiore visibilitá in home page ad appunto le features delle categorie interne del sito. Fu posizionato un menu sotto la barra di navigazione della testata, temporaneamente. Il menu, tanto utile, funzionale, quanto indiscutibilmente brutto, é stato per mesi un elemento ingombrante a centro pagina. Fino a quando, grazie a una porzione di codice scritta su misura, é divenuto parte integrante, armonizzata, della colonna sinistra.

Con un 'che se ne pensa di inserire...' inviato in mailing list é nato anche, nell'inverno 2004, lo spazio promozionale situato nella parte alta della colonna destra. Il presupposto era una valutazione condivisa: la visibilitá, la notorietá di Indymedia potevano essere sfruttate per favorire progetti altrettanto meritevoli, ma meno conosciuti. é stato ricavato questo spazio, che da allora ospita di i link - sotto forma di piccoli banner - a radio autistici 5.6 e a new global vision 5.7. Non é un caso che molti tra gli attivisti di Indymedia Italia siano impegnati anche nello sviluppo di questi altri progetti - rispettivamente, un portale per radio web alternative e un canale di distribuzione in rete di video indipendenti.

Tutta la home page é soggetta a revisioni frequenti. Il fatto che di solito si desideri aggiungere una cosa, ma sempre ci si dispiaccia a togliere qualcosa d'altro, spiega, almeno in parte, l'affollamento di contenuti osservabile nella prima pagina di italy.indymedia.org.

2005-06-21