Le categorie

Quando furono inaugurate, nel luglio 2002, le categorie del sito italiano vennero incluse tutte nella pagina publish.php, in un 'menu a tendina'. Le categorie sono in questo senso una opportunitá, una scelta possibile, per chi pubblica un articolo nel newswire.
Dall'altro lato le categorie sono invece dei contenitori, dove sistemare (al) meglio i materiali della colonna centrale.
Si decise di rendere attive, linkandole dalla colonna sinistra, solo le categorie con giá un numero di features soddisfacente. Ovviamente, per popolare un categoria si potevano copiare nella categoria le features concernenti quella tematica scritte in precedenza, e giá presenti sul sito. In pratica, ció non fu fatto, se non in parte limitata. Molte categorie aspettarono mesi, e alcune anni, prima di essere segnalate nella home page. Evidentemente, creando di colpo quasi trenta categorie, si é fece un passo ben lungo. E la gamba risultó piú corta del previsto.

In ogni caso, le categorie hanno rappresentato una svolta decisiva rispetto all'organizzazione dei contenuti all'interno del sito di Indymedia Italia.
Ecco le categorie tematiche oggi attive: antifascismo; antimafie; antipro; analisi, culture e filosofie; ecologie, ambiente, territori; diritti digitali e hacking; lavoro/non lavoro/reddito/gratuitá/economie; guerre globali; mediascape; migranti, cittadinanza, libertá di movimento; psiche; sorveglianza, controllo e repressione; sex and gender;student, formazione e sapere.
é inoltre possibile pubblicare un articolo nelle seguenti categorie, tuttora non attive, cioé non elencate come link nella colonna sinistra: alternative; bio/war; corpwatch; satira e arte; tattiche e strategie del movimento.
Abbiamo in piú anche quattordici categorie geografiche , espressione in termini di spazio web di altrettanti nodi Indymedia localizzati sul territorio: IMC Abruzzo, IMC Toscana, IMC Sicilia, IMC Napoli, IMC Piemunt, IMC Lombardia, IMC Nordest, IMC Bologna, IMC Roma, IMC Genova, IMC Umbria, IMC Sardegna, IMC Puglia, IMC Calabria Vi sono infine sei categorie 'speciali', legate alle autoproduzioni e ai (meta)discorsi su Indymedia stessa: video; print; radio; press - dicono di indy; process: fare Indymedia; multilanguage.

Una categoria é composta dalle sue features e dal suo newswire. Ma puó esistere, tecnicamente, anche priva di colonna centrale. Si puó anche, al contrario, scegliere di creare una categoria solo in termini di colonna centrale, lasciandola senza newswire - e usando invece il newswire generico, quello della categoria principale, per la colonna di destra.
Il newswire della categoria principale é un newswire generalizzato: a questa categoria vengono assegnati di default tutti i post di tutte le categorie, oltre che quelli non appartenenti a nessuna categoria specifica. La colonna centrale della categoria principale, al contrario, contiene solo le features specificatemente assegnatele.
Gli articoli vengono assegnati alle categorie in due modi: l'autore stesso di un post al momento della pubblicazione decide in che categorie includerlo (attualmente sul sito italiano puó scegliere fino a due categorie differenti); chi ha poteri di amministrazione del sito assegna un post a una qualche categoria (a tutte quelle che desidera).

Chi amministra il sito puó anche rimuovere un articolo da una categoria. Questa operazione avviene di solito in ambito di 'manutenzioné delle categorie - si verificano i post del newswire di categoria, si riordinano le features, ...é opinione comune che la 'pulizia' delle categorie andrebbe fatta con regolaritá. E che, come in altri ambiti del progetto, si avverte la carenza di energie, di risorse umane sufficienti a disposizione.

Per molti versi la storia di Indymedia é - soprattutto a partire dal 2001 - una storia di spiegazioni continue . Cosa é e cosa invece non é Indymedia stessa. Le potenzialitá dello strumento messo a disposizione, e i modi di usarlo efficacemente. Ed é una storia di sforzi per mantenere inalterati i caratteri di apertura, trasparenza, orizzontalitá, inclusivitá del progetto. Nonostante le provocazioni, le difficoltá, le tentazioni autoritarie. Per altri versi quella di Indymedia é anche una storia di fraintendimenti, piccoli e grandi, e non sempre in mala fede.

Process é una parola importante, molto usata dalle persone 'piú dentro' a Indymedia. Indica le pratiche, i metodi, i modi di fare le cose. Come molti altri termini chiave - newswire, feature, post, ... - é stata adottata dalla comunitá di Indymedia Italia in lingua originale. Lo sforzo di togliere piú inglese possibile dal vocabolario indyano, di tradurre tutto il traducibile, é stato tardivo, e rimane parziale. Si é deciso, un giorno, di creare una categoria process, per infilarci tutti i materiali prodotti che spiegano cosa é e come si fa Indymedia. Tutto bene. Solo, si scopre che nel newswire della categoria process vengono pubblicati in continuazione post relativi ai processi, cioé ai procedimenti giudiziari, che riguardano questo o quello esponente dei movimenti. Sono articoli che vanno assegnati alla categoria repressione. Il nome della categoria viene a quel punto modificato in process: fare Indymedia.

Come in quasi tutti gli ambiti del progetto, anche rispetto alla selezione e alla implementazione delle categorie si é proceduto 'a naso', 'a occhio', 'a intuizioné. Indymedia Italia non promuove studi di fattibilitá, ricerche di marketing o quantaltro. Si fanno cose. E, se é il caso, si corregge.

2005-06-21