Indymedia alimenta attraverso internet la circolazione di contenuti multimediali alternativi, indipendenti dalle sia logiche informative istituzionali che da quelle della comunicazione commerciale: comunicazione libera, aperta, e orizzontale.
Tutti possono farsi Indymedia: partecipare come (non) giornalisti alla scrittura degli articoli che appaiono sui siti web; impegnarsi in una o molte delle altre facce di gestione del progetto IMC; costruire o utilizzare un independent media center in caso di una mobilitazione di massa.
Indymedia, secondo quanto messo in evidenza da Merkle (2003), é il risultato, dell'incontro, fecondo, tra: innovazione tecnologica - ben rappresentata dal software, active, che per primo nel 1999 ha consentito la pubblicazione anonima e multimediale sui siti web IMC; soggetti giá impegnati, con esperienza e competenza, in progetti mediatici alternativi; attitudine do it yourself, e cultura punk (eccoti i tre accordi, adesso forma un gruppo).
A dare vita, alla fine degli anni Novanta, negli Stati Uniti, ai primi IMC - centri di convergenza per media indipendenti - sono videomakers, giornalisti indipendenti, hackers, militanti anarchici, squatters. Persone riconducibili a una generica area libertaria, ma con formazioni e provenienze molto differenti tra loro.
In tempo reale, i materiali sono a disponizione di chiunque abbia un accesso a internet. Attraverso la rete viene annullata ogni distanza spaziale. Tutti possono partecipare, per via telematica: gioire, soffrire, discutere, sognare. Le raccolte di audio, di video, di immagini, di testi crescono, - dialogando tra loro, dal basso.
Sviluppo di una societá civile internazionale, intesa come messa in rete, efficace, di organizzazioni non governative (ONG). Sperimentazione di network di media comunitari oltre i tradizionali confini nazionali. Crescenti proteste contro le istituzioni internazionali, responsabili per le politiche economiche imposte a molti paesi, specialmente del sud del mondo. Rapido, spettacolare, avanzamento delle reti digitali di informazione e comunicazione.
Questi quattro fenomeni hanno contribuito in modo determinante, secondo Kidd (2002: 15-18), nel preparare un terreno fertile per lo sviluppo di nuovi media alternativi - radicalmente differenti. é In questo contesto che Indymedia é potuta nascere, crescere, e imporsi all'attenzione generale.
Indymedia é una tra le creature piu' geniali date partorite dal complesso e frastagliato soggetto sociale che chiamiamo movimenti contro la globalizzazione neoliberista. L'evoluzione di Indymedia é parallela, e interna, a quella dei movimenti. Indymedia é un media aperto e collettivo, anche dal lato della produzione. é media comunitario, media di una comunitá, molto ampia e variegata, che gli diede vita, in primis, per raccontare se stessa. Auto-(in)formazione.
Attraverso la pubblicazione aperta, tutti possono utilizzare Indymedia per diffondere il proprio punto di vista, la propria versione dei fatti. Tutti possono confrontarsi, in modo interattivo, con l'opinione altrui: condividerla, o refutarla. Tutti possono allegare, a sostegno della propria posizione, documentazione multimediale. Everyone is a journalist. Tu sei il tuo media.
Hendron (2002: 5), attivista con cui lo sviluppo internazionale della rete IMC é in forte debito, ha tracciato un elenco di alcuni tra i modi in cui Indymedia é definita da chi vi prende parte
Indymedia é molte cose per molte persone; non é UNA singola cosa. Una organizzazione internazionale di notizie; una piattaforma partecipativa per la produzione e la distribuzione di media; una rete sociale e digitale decentralizzata; una CNN dei popoli; una rete di comunicazione per attivisti; un esperimento di democrazia globale; un fenomeno sociale; una rete di supporto (advocacy network); una bacheca elettronica; uno strumento organizzativo; un canale di conversazione (chat room); un laboratorio per l'innovazione tecnica e sociale; un incredibile esperimento di autogoverno; un pioniere nel panorama della comunicazione.
Indymedia é giornalismo senza giornalisti, media senza mediazione. Chiunque interviene in modo diretto e (ap)porta il suo contributo, che si integra in una modalitá immediata, paritaria, priva di censure, al flusso esistente. E lo arricchisce. Indymedia é il media per tutti. Ideato da persone che vogliono sottrarsi alle rappresentazioni dei loro percorsi e lotte attuate dai media istituzionali: rappresentazioni quasi sempre banalizzanti, spesso mistificatorie, e a volte intenzionalmente diffamatorie.
In occasione delle proteste del Novembre 1999 di Seattle, cosí come a Genova, nel Luglio 2001, e in numerose altre occasioni di contestazione sociale, il contributo di Indymedia, e di alcuni altri media alternativi, organici ai movimenti di contestazione, é stato centrale ed efficacissimo. Secondo l'analisi di Downing (2001: 2), il ruolo dell'IMC si puó scomporre in quattro elementi, cronologicamente sequenziali:
Nei mesi e anni successivi all'evento di Seattle, battesimo mediatico del movimento contro la globalizzazione neo-liberista, sono moltissime le occasioni in cui, in giro per il pianeta, sfilate e forum contestano e propongono alternative agli incontri degli organismi della governance internazionale (Fondo Monetario Internazionale, Banca Mondiale, Wto, Wef, G8, ...) Dal 2000, quasi ogni volta che una cittá é organizzata una protesta di ampio respiro, lí si installa, prende vita,un IMC.
Boston, Philadelphia, Praga, Los Angeles. Davos, Quebec City, Washington, Bruxelles, Buenos Aires, Londra, ...
Mentre nuovi IMC fioriscono nelle metropoli del pianeta, la maggior parte di quelli allestiti in tempi precedenti si trasforma: da progetto centrato su un evento specifico a esperimento mediatico di carattere permanente - organo di informazione (folle e) quotidiano.
2005-06-21