Esistono ovviamente una quantitá di approcci disciplinari differenti,
legittimi e opportuni, per indagare il fenomeno IMC5.20. Tuttavia, se l'oggetto
di studio prescelto fosse un sito web IMC, credo che sarebbe
interessante utilizzare un approccio basato sull'analisi del contenuto.
Un tentativo, molto parziale, in questo senso, é stato fatto da
Jankowski e Jansen (2003) in un lavoro in ogni caso complesso e di
valore.
L'analisi del contenuto, nata negli Stati Uniti agli inizi dello scorso
secolo, si limita a prendere in considerazione il contenuto manifesto
della comunicazione. é una tecnica che mira a fornire una descrizione
che sia obettiva, sistematica e quantitativa (Grandi, 1994: 19-21).
Una delle migliori applicazioni, a livello italiano, di questo
approccio, é stata messa in campo, a partire dai primi anni Ottanta,
dal VQPT (Verifica Qualitativa Programmi Trasmessi) della RAI, il quale
ovviamente si é occupato in primo luogo di informazione radiotelevisiva.
Alcune possibili ipotesi di lavoro, per Indymedia, prevedono: salvare
una qualsiasi versione corrente della home page del sito web e
analizzarla, in termini di contenuti presenti; scegliere due versioni
della home page, diverse, in due momenti (ravvicinati piuttosto che
invece distanti mesi, o anni), e operare un raffronto; scegliere le home
page esibite in uno stesso momento da due IMC differenti - o a livello
di network internazionale o scegliendo le pagine di due IMC italiani
locali.
Un approccio simile potrebbe focalizzarsi piuttosto che sulla home page
sugli archivi delle feature: sono poco piú di duemila oggetti
testuali, é possibile estrarne un campione rappresentativo ma anche
valutare se studiare nella sua interezza l'universo di riferimento.
Se l'oggetto fosse il newswire l'esigenza di un campione sarebbe
imprescindibile: non é ipotizzabile prendere in considerazione
centinaia di migliaia di oggetti singoli.
L'analisi potrebbe studiare, tra le varie cose: le occorrenze leccisali;
la struttura sintattica delle frasi; procedere sincronicamente e fare
emergere la diversitá, la polifonia, a livello di emittente; procedere
diacronicamente e cercare di isolare un percorso evolutivo (a livello
linguistico o contenutistico); fare un'analisi di tipo comparativo con
la produzione testuale di altri soggetti - giornalistici, piuttosto che
cosiddetti di movimento; limitarsi a segnalare la presenza, e/o la
ricorsivitá, di certi termini, e l'assenza di altri.
In una prospettiva parzialmente differente sarebbe stimolante analizzare
la copertura offerta a temi specifici, come ad esempio la situazione in
Palestina o in Argentina (due questioni a cui l'IMC italiano ha dato
grande visibilitá negli anni passati). Particolarmente significativo,
in questo senso, sarebbe studiare in che modo l'attenzione che Indymedia
Italia ha riservato a questi argomenti, e soprattutto il modo in cui li
ha affrontati, siano stati modificati durante e dopo i viaggi di alcuni
attivisti di IMC Italia in questi paesi5.21.
2005-06-21