Add your comment

Indymedia offre ai suoi utenti la possibilitá di commentare gli articoli presenti sul sito. I commenti si pubblicano allo stesso modo degli articoli: in modo libero, immediato, senza filtri e in modo del tutto anonimo. Dietro a questa scelta vi é un investimento di fiducia nei confronti della comunitá che frequenta il sito. Si spera, si scommette, che possa funzionare la pratica della peer to peer review, ovvero della recensione tra pari: senza gerarchie editoriali, ciascuno valuta il contributo altrui. I frequentatori del sito si trovano a ricoprire, in una alternanza dinamica e possibilmente virtuosa, i ruoli di:

La pubblicazione aperta prova ad aiutare se stessa. Gli utenti possono, attraverso i commenti, controbilanciare le notizie 'false e tendenziose' (usiamo questa definizione per praticitá, coscienti della sua inconsistenza). Per chi ha ideato Indymedia, e per chi la costruisce quotidianamente, il lettore deve esercitare sempre, in ogni caso, la propria attitudine critica, e non accettare passivamente quanto gli viene proposto. L'eventuale fiducia nella fonte non deve tradursi in una postura passiva: non deve condurre a una abdicazione del senso critico, dell'esercizio del dubbio.

Il meccanismo dei commenti permette che i membri della comunitá si sostengano vicendevolmente, nel giudicare la completezza di un resoconto, l'accuratezza di un articolo, la ragionevolezza di un punto di vista. In altri ambiti, i percorsi della notizia proseguono in modalitá sotterranee, difficili da rilevare, una volta che la notizia é stata (af)fermata sul quotidiano, o dall' anchorman, in un tg. (Ma la semiosi é illimitata, sempre.) Qui, vivono in superficie, addirittura incoraggiati. I commenti arricchiscono la notizia. E vengono a loro volta commentati.

Di fatto, lo strumento 'aggiungi un commento' (add your comment) é stato oggetto di abusi ripetuti, cosí come la pubblicazione di articoli in forma immediata e anonima.

Nella misura in cui il meccanismo dei commenti non ha funzionato, ovvero invece di sanzionare, completare, arricchire il contenuto informativo degli articoli, si é fatto veicolo di stupidaggini, battibecchi, polemiche sterili, la crisi del newswire si é fatta piú profonda - piú seria, piú triste.

E' significativo quanto accaduto alla pagina 'ultimi articoli commentati'. La pagina (latest comments) é creata in modo dinamico a partire dai dieci articoli piú recentemente commentati tra quelli inclusi nel newswire. Rappresenta, potenzialmente, una risorsa particolarmente utile, sia in termini di consultazione dei contributi che, soprattutto, di partecipazione attiva alle discussioni in corso nel newswire. Su esempio del sito di IMC San Francisco, la pagina é stata segnalata in cima alla colonna sinistra della home page del sito di Indymedia Italia - in una localizzazione ad alta visibilitá. Purtroppo, quel rimando, in posizione preminente, ha incentivato un uso smodato, non rispettoso, dello strumento commenti. Dopo pochi mesi, il link é stato ridimensionato, e spostato contestualmente in fondo alla colonna destra, sotto il newswire. E si é iniziata a discutere, sulle mailing lists, l'opzione di aprire uno spazio forum.

La comunitá scientifica, cosí come quella del software libero, dove il metodo della peer to peer review ha dimostrato di funzionare con efficacia, possiedono barriere, piú o meno formalizzate, al loro ingresso: titoli, e/o competenze. Su di un sito IMC, invece, pubblica e commenta chiunque. E' il bello, e il brutto, dell' open publishing non moderato.

2005-06-21