Implementare una policy editoriale

L'idea che fosse necessario moderare il flusso informativo del newswire ha impiegato mesi, a volte anni, per aprirsi una strada e affermarsi nelle convinzioni della comunitá IMC. Nelle parole di un attivista newyorkese, cosí come riportate in un articolo su Indymedia:

Siccome il network era cresciuto cosí in fretta, non vi era alcun metodo né principio editoriale per mediare quanto andava sul newswire. Personalmente, all'inizio, avevo una posizione da libertario, sostenitore della totale libertá di parola. La mia idea era che le persone sono sufficientemente intelligenti per sapere cosa é spazzatura e cosa non lo é. E' forse nostro compito dire loro cosa é da considererare accettabile? Due anni dopo, ero uno di quelli che spingevano per la moderazione del notiziario 6.7.

Moltissimi, tra i partecipanti attivi allo sviluppo di Indymedia, hanno modificato, con il passare del tempo, radicalmente le proprie valutazioni su quale fosse il modo migliore di affrontare la questione del neswwire. Io, sono tra loro. Molti compagni storici di italy-list allungano l'elenco. Se si vanno a leggere gli archivi delle mailing list italiane, fino alla primavera del 2002 ogni forma di regolamentazione, per quanto minima, dell'open publishing, é vissuta come un attacco a uno dei fondamenti del progetto, e come tale rifiutata con determinazione. Giá nel 2003 la maggior parte degli interventi reclamano una attuazione piú rigida della policy editoriale, implementata nel frattempo,e un monitoraggio piú costante del flusso informativo, che limiti in qualche modo i danni arrecati da spammer, provocatori, idioti di natura varia.

In generale, é corretto affermare che il modello della pubblicazione aperta senza alcun tipo di moderazione é entrato in crisi con il crescere della notorietá del progetto Indymedia. Significativamente, il sito piú visitato, il 'portale internazionale', indymedia.org, é stato il primo a palesare la necessitá di misure urgenti di gestione del flusso informativo del newswire. E i nodi locali piú attivi e frequentati lo hanno seguito da vicino, nel dover affrontare il problema. Come in altri casi, é scattato un meccanismo di imitazione, di emulazione della strategia adottata. Le scelte fatte su indymedia.org, per tentare di gestire il notiziario informativo senza scalfirne la natura libera e aperta, hanno privilegiato tre corsi d'azione, possibilmente in grado di interagire in modo virtuoso tra loro:

Quello che segue é il testo, divulgato sulle liste internazionali IMC e disponibile sul sito di indymedia.org, che spiega cosa é il notiziario informativo di un sito IMC. E' stato adottato, nella sua traduzione italiana, senza modifiche sostanziali, anche da Indymedia Italia.

Il newswire di www.indymedia.org funziona sulla base del principio dell'OPEN PUBLISHING, un elemento essenziale del progetto Indymedia che permette a tutti di pubblicare il proprio lavoro su un sito web pubblicamente accessibile. Il newswire di Indymedia incoraggia gli utenti a divenire il media stesso, attraverso l'autopubblicazione dei propri articoli, analisi, filmati, clip audio e lavori direttamente sul sito web. E' possibile pubblicare sul newswire ciccando il link pubblica sulla pagina www.indymedia.org e seguendo le semplici istruzioni. Indymedia fa affidamento sul fatto che le persone che inoltrano i propri contributi al newswire di Indymedia presentino l'informazione in proprio possesso in maniera completa, onesta e accurata.

Sebbene Indymedia si riservi il diritto di sviluppare sezioni del sito che presentino articoli redazionali, non vi é alcun collettivo editoriale che modifichi i contributi inoltrati al newswire di www.Indymedia.org. E' stato formato da Indymedia un gruppo di lavoro newswire, che controlla ció che é stato inoltrato e applica delle minime linee guida editoriali, al fine di mantenere il newswire privo di spam e di evitare messaggi doppi (o inoltrati piú volte). Tutti i contributi rimossi dalla pagina principale del newswire continueranno ad essere accessibili attraverso l'interfaccia di amministrazione e l'area articoli nascosti del sito Indymedia, che possono essere raggiunte attraverso il link pubblica. Nel caso ci si trovi in disaccordo con il contenuto di un articolo inoltrato, é possibile aggiungere un commento, cliccando il link 'add your comments' in fondo ad ogni intervento6.8.

I volontari del gruppo di lavoro www-newswire hanno avuto molto da fare, perché i contributi pubblicati ogni giorno erano centinaia, e decine di essi erano spam. Per ogni articolo da rimuovere, si trattava di accedere, attraverso l'interfaccia di amministrazione, al contributo in questione, indicare al sistema che si intendeva nasconderlo, e richiedere che fosse processata l'informazione. A quel punto si trattava di mandare una e-mail a www-newswire per notificare l'avvenuto nascondimento. Molti volontari sceglievano anche di commentare l'articolo nascosto, indicando le ragioni della propria azione. Senza dubbio, un meccanismo molto pulito e trasparente, ma altrettanto dispendioso in termini di risorse umane.

Nella primavera del 2002 viene approvata dal network internazionale una proposta di riforma del sito www.indymedia.org. Il newswire a pubblicazione aperta cede la colonna destra della home page a un notiziario costruito dinamicamente a partire dalle features (articoli della colonna centrale) pubblicate dai vari IMC locali. Il newswire dei lettori finisce in seconda pagina. Magicamente, scompare quasi del tutto lo spam (l'attrattiva principale era quindi la grande visibilitá del notiziario in home page).

Il modello 'gruppo di lavoro che implementa dopo la pubblicazione una policy editoriale' é lo standard di fatto nei vari IMC del network. In alcuni nodi locali, si é scelto di fissare come sede, coordinamento, dei gestori del newswire un canale irc piuttosto che una maling list - é il caso di Indymedia Olanda e di Indymedia UK. La chat ha un coefficente di interattivitá maggiore che una lista di discussione, e permette discussioni in tempo reale tra i diversi membri del gruppo sull'opportunitá di un nascondimento. Il canale di discussione é loggato, per mantenere traccia delle conversazioni e mantenere quindi le decisioni trasparenti.

Ogni nodo locale elabora in completa autonomia le proprie linee guida editoriali - anche se nulla vieta di imitare, o anche copiare in modo pedissequo quelle di un altro IMC. Ció spiega perché, ad esempio, pur affrontando un contesto culturale (presumibilmente) abbastanza omogeneo, tre diversi collettivi australiani adottino strategie editoriali molto differenti: IMC Sidney non prevede casi di censura, e si limita ad affermare che gli articoli pubblicati non verranno in nessun caso modificati; IMC Brisbane annuncia che non sono ammessi articoli di partiti politici, o di organizzazioni diverse dal proprio IMC; IMC Melbourne articola una policy in cui annuncia che verrano rimossi i post che promuovono razzismo, fascismo, xenofobia, omofobia, sessismo, e qualsiasi altro atteggiamento discriminatorio, oltre che quelli che risultino palesemente incorretti o privi di contenuto. (Pickerill, 2003: 7)

L'atteggiamento di esplicita opposizione a contenuti di matrice ideologica fascista, e piú in generale discriminatoria, é comune anche alla maggior parte dei siti Indymedia europei. In particolare, il sito di IMC Germania attua una politica molto rigida, che il newtwork internazionale ha accettato in parziale deroga al principio dell'open publishing: il newswire della pagina principale del sito tedesco contiene solo articoli approvati dal gruppo di lavoro che gestisce il newswire. Il notiziario completo é presente solo all'interno del sito. La scelta, sofferta, é stata giustificata dalla legislazione esistente in Germania, particolarmente severa e puntuale rispetto alla diffusione di materiali di tipo nazista e fascista. Il sito IMC, pur rappresentando convinzioni politiche diametralmente opposte all'estremismo neo-nazista di destra, ha valutato che la libertá concessa ai propri utenti avrebbe portato a misure censorie da parte dell'autoritá giudiziaria. La quale, per ora, sembra ritenere soddisfacente il compromesso di un filtraggio delle informazioni accessibili dalla pagina iniziale.

Dopo un contenzioso legale che ha condotto alla chiusura del sito per alcuni mesi, nel 2002, anche IMC Svizzera ha scelto di implementare una 'moderazione pesanté su modello tedesco. Alcuni attivisti di Indymedia Svizzera erano stati citati in tribunale, in qualitá di supposti responsabili editoriali del sito web, per non avere rimosso dal newswire open publishing una vignetta umoristica (del cartoonist brasiliano Latuff) dal contenuto, secondo l'associazione Bambini dell'Olocausto, promotrice della citazione, dal contenuto antisemita.

Particolarmente chiara nelle sue molte articolazioni, la politica editoriale di Indymedia UK avverte gli utenti del sito che saranno nascosti gli articoli considerati:

Evidentemente, se i vantaggi che l'applicazione di una policy di questo tipo sono facilmente intuibili, in termini di miglioramento di accessibilitá e leggibilitá del newswire, la nuova sfida che essa propone é incentrata sulle modalitá di traduzione in pratica della stessa, e dai margini di discrezionalitá che essa necessariamente lascia (agli amministratori del sito)6.9

2005-06-21