La prima policy editoriale dell'IMC italiano era minimale. Fu messa in pratica da subito, sebbene abbia ricevuto una formalizzazione solo alla fine del 2001. Erano considerati possibili di censura (nascondimento):
Queste scelte sono indicatori importanti dell'orientamento politico dei soggetti, individuali e collettivi, che per primi hanno animato la gestione dell'IMC italiano.
Ancora oggi, prerogativa antifascista e avversione alla politica partitaria - piú in generale, una spiccata attitudine anti-istituzionale -, sono un massimo comune denominatore, in termini di sensibilitá, all'interno dell'eterogenea, per altri versi, comunitá, che fa vivere e crescere quotidianamente il progetto di Indymedia, in Italia.
Con il tempo, l'aumento - esponenziale - dei post pubblicati dagli utenti nel newswire, specialmente dopo il boom di Genova del Luglio 2001, ha imposto l'adozione di una politica editoriale piú articolata. Ció che funziona benissimo quando sul sito passano venti contributi al giorno diventa presto inadeguato se il numero degli articoli uploadati nelle ventiquattro ore si stabilizza su cifre superiori al centinaio. L'adozione di linee guida editoriali che stabilissero esplicitamente quali contributi fossero passibili di nascondimento - in gergo indyano si usa la parola inglese hiding - é stata assolutamente difficoltosa e conflittuale. Dalla fine del 2001, e per tutto il 2002, si sono fronteggiati sulle mailing list gli attivisti che sostenevano che oltre alla pregiudiziale antifascista non si dovesse andare e i sostenitori di una policy piú articolata, che consentisse di censurare provocazioni, stravaganze, deliri di natura varia.
Rispetto all'utilizzo del termine 'censura', non credo ci debbano essere grossi pruriti. Sí, Indymedia censura dei contenuti. Con una modalitá per il possibile trasparente, condivisa, partecipativa. Sempre e solo dopo che i contributi sono apparsi sul sito - non ci sono filtri, editoriali, o tecnici, tra il momento dell'invio di un contributo e quello del suo inserimento on-line.
Curiosamente, nella stessa comunitá di attivisti che costruiscono Indymedia Italia, la parola é un mezzo tabú. Peggio, se andiamo a leggere la documentazione presente sul sito, scopriamo che la FAQ relativa alla policy editoriale si apre con un ben evidenziato 'Noi non censuriamo nullá. E viene utilizzato in abbondanza il termine 'occultatí. Evidentemente, é stata fatta una traduzione acritica, e pessima, dall'inglese.
E' che il concetto di censura é percepito in tutta la sua negativitá, e associato a soggetti diametralmente differenti da Indymedia, che fa della libertá senza compromessi uno dei propri principi base. La censura é vissuta come una macchia, un disonore. Piuttosto che un atteggiamento dogmatico e ingenuo, peró, che rifiuta in fondo di fare i conti con la realtá effettuale (e con la necessaria evoluzione occorsa al progetto IMC), sarebbe proficuo adottare una attitudine pragmatica. Indymedia nasconde delle cose, dopo che sono state pubblicate. In certi specifici casi, il materiale é stato addirittura rimosso fisicamente dal server. In fondo, come sostiene il sociologo nordamericano McChesney
Il movimento degli Indymedia non é obbligato ad essere espressione ogni singola posizione che esiste nel mondo. Gli IMC hanno bisogno di prendere decisioni editoriali forti, e questo non é qualcosa per cui deprimersi. Il problema non é il fatto di dover prendere delle decisioni. La cosa importante é che tu le prenda basandoti su dei principi che sono trasparenti 6.14.
La sfida allora é rappresentata non dal non nascondere nulla ma bensí nel mettere a punto criteri chiari e condivisi, che lascino il minor spazio possibile all'arbitrarietá di chi - i singoli amministratori - si trova nello scomodo ruolo di prendere delle decisioni su cosa rimuovere dal newswire.
Nel Settembre 2001 é stata creata la lista di discussione italy-news, divenuta operativa alcuni mesi dopo. La lista é da allora la sede virtuale dell'ononimo gruppo di lavoro, incaricato di implementare le politiche di gestione del newswire a pubblicazione aperta. Attraverso la maliing list viene discussa e applicata la policy editoriale. La lista non ha poteri di modificare la policy in vigore - in caso lo ritenga opportuno, puó suggerire a italy-list delle variazioni. Nel Giugno 2003 é stata creata la lista italy-notify, sulla quale vengono notificati (dal software, in automatico) i nascondimenti effettuati dagli amministratori del sito.
A partire da Marzo del 2004, all'amministrazione via web del newswire di italy.Indymedia.org é stata aggiunta la possibilitá, per chi nasconde un post, di indicare il motivo dell'hiding, scegliendolo tra quelli proposti in un menu. La ragione del nascondimento integra gli altri dati inviati da sf-active a italy-notify per informare gli amministratori dell'azione intrapresa.
La policy editoriale di Indymedia Italia é continuamente modificata. Nel tempo, si é fatta progressivamente piú rigida, come risposta all'eccesso di materiali di valore scarsissimo o nullo pubblicati sul newswire. L'apertura di uno spazio forum, specificamente pensato per le discussioni e i dibattiti, ha accompagnato e giustificato una attitudine piú severa nell'implementare la policy di hiding nel newswire. Dal Gennaio 2003, sono passibili di nascondimento, tra gli altri:
Quello che segue é il testo originale della proposta approvata allora, a cui si accompagnava la proposta di apertura del forum (ugualmente approvata) e la proposta di tripartizione del newswire (non approvata):
Come molti altri indymedia, l'insulto non viene ritenuto una modalitá di comunicazione interessante da salvaguardare. Il rispetto dei ragionamenti e delle posizioni altrui é una conditio sine qua non per la comunicazione orizzontale e partecipata. La proposta é di aggiungere ai criteri di hiding: posting contenenti insulti personali o generici e/o privi di altro contenuto che non sia insulto; posting contenenti minacce personali; posting privi di qualsiasi contenuto che non sia quello di occupare due righe sul newswire 6.15.
Nella V Assemblea Nazionale di Indymedia Italia, svoltasi a Bologna, al CS XM24, nell'Aprile del 2003, si é discusso in modo esteso del notiziario informativo, del suo valore, delle sue derive. Le proposte scaturite dal gruppo di lavoro specificamente costituitosi per affrontare questione del newswire e delle dinamiche di partecipazione includevano:
Le ultime due opzioni vennero effettivamente implementate, mentre nessuna delle altre ipotesi ottenne nel corso delle discussioni successive il consenso necessario per una sua traduzione in pratica.
2005-06-21