Italy.indymedia.org/forum

Pensato come strumento per alleggerire il newswire dai contributi di scarso valore informativo, il forum ha vissuto una esistenza decisamente travagliata. Si é discusso 'fino alla nausea', nelle mailing lists di Indymedia italia, a riguardo del forum. La stessa opportunitá della decisione di aprire un forum é stata discussa per mesi. La comunitá attiva su italy-list é rimasta divisa, in merito. Quando, alla fine, il forum é stato attivato, presentato, integrato alle altre componenti del sito, ció é stato possibile solo perché chi era contrario si é 'tirato da parté (nella terminologia inglese relativa al metodo del consenso: stand aside): fate pure, noi vi lasciamo fare, ma ve la sbrigherete voi.

Stiamo discutendo del forum da otto mesi. Ci abbiamo fatto due assemblee nazionali sopra. Sono stati spesi fiumi di parole. Tutti quelli che dovevano scazzare l'hanno giá fatto e molti hanno giá fatto di nuovo l'amore e la pace 6.16.

Quello sul forum é il

thread piú frammentato, caotico e impossibile da seguire che io mi ricordi sulle liste di indy 6.17.

E va detto che - in tutta onestá - di discussioni animate e confuse sulle liste di Indymedia Italia ne sono passate parecchie, negli anni).

Personalmente, ebbi modo di esporre la mia visione in merito al forum di Indymedia in un ambito assolutamente privilegiato: scrivendo la feature di presentazione del forum stesso, apparsa sul sito italy.Indymedia.org nel gennaio 2003 con il titolo 'Ci colpite al cuore, vi regaliamo un polmone'6.18.

Il forum é stato aperto. Con tre aree di discussione: Indymedia; movimento; arena - tutto il resto. Senza alcuna forma di moderazione, ovvero senza una policy editoriale che proibisse la pubblicazione di alcunché nel forum. Le persone che amministravano il newswire spostavano sul forum gli articoli 'non informativí - misura meno drastica del semplice nascondimento (in inglese, e in indyanese, hiding) degli stessi. Le discussioni che crescevano smodatamente nel newswire venivano commentate, con l'invito ai partecipanti a spostarsi sul forum, 'luogo piú idoneo'. Tutti gli attivisti in possesso di un account di amministrazione del sito - all'epoca, circa cinquanta - divennero anche amministratori (potenziali) del forum. Sul versante tecnico le cose procedevano in modo efficace, e chiaro. Indecisione, e confusione, sembravano invece avere la meglio nel lato politico, gestionale - e spazientiscono, ovviamente, i tecnici. Il forum era su, ed era bello. Ma non si capiva bene chi intendesse amministrarlo, né, soprattutto, come. Alcuni mesi dopo, le aree del forum vennero articolate in una quindicina di sottosezioni. Nel frattempo, il forum guadagnava vita propria: una comunitá di utenti, che solo in parte si sovrapponeva a quella dei frequentatori abituali del newswire.

Per alcuni il forum era uno spasso, per altri un inferno, per altri ancora il kaos. Ció che per alcuni é libertá, per altri é immondizia. C'era chi voleva togliere il forum dal server di Indymedia e chi chiedeva di integrarlo maggiormente nel sito. C'era chi si affannava a rispondere, sul forum, ad aiutare a orientarsi, a spiegare. E chi provava a convincere gli stessi attivisti che non ne valeva la pena. Di sicuro, sbaglió previsione chi ritenne che ignorandolo, lasciandolo abbandonato a se stesso, il forum morisse. Certo, molti l'hanno abbandonato, delusi. E il forum ha passato un periodo di 'illeggibilitá', in cui vi si potevano trovare quasi solamente idiozie e insulti. Inizió ad assumere dimensioni significative il problema dello spam, e delle provocazioni fasciste. Si decise, a un certo punto, di applicare al forum la policy antifascista e antispam del newswire. Gli ammistratori attivi nella sua implementazione lamentavano la propria 'solitudine'...

La mia idea era che la gente poteva passare il tempo a insultarsi reciprocamente, e a pubblicare scemenze sul forum. A me non turbavano le sciocchezze in sé quanto il fatto che, postate nel newswire, lo danneggiassero. In uno schema da teoria dell' informazione, il rumore, sul newswire, rischiava di coprire del tutto il segnale - o, comunque, di rendere la ricezione particolarmente faticosa.

La visione di altri attivisti era che dare la possibilitá a fascisti e idioti di (ab)usare le nostre risorse era, da parte nostra, stupido. Tra gli amministratori stessi del forum erano in campo idee e comportamenti molto vari: chi cercava di ragionare con 'piccolo_duce' e chi gli cancellava il nickname da quelli registrati. Chi interveniva nel thread 'stalin peggio di hitler' e chi era in dubbio se ignorarlo o nasconderlo.

Quando, a un certo punto, Indymedia Italia scelse di chiudere il forum - decisione approvata dall'assemblea nazionale di Roma del settembre 2003 - gli utenti del forum si ribellarono. A parole. Dicendo: per favore, no, no, no!

La discussione assunse toni anche molto accessi, e si creó una curiosa spaccatura, in cui 'forumisti' e attivisti di italy-list per certi versi si confrontavano come blocchi contrapposti - schieramenti in conflitto.

Il coltello dalla parte del manico ce l'avete voi, avete detto che volete tagliare i legami con la comunitá del forum e pretendete anche che le masse apprezzino il vostro progressismo?
Alla fine, la delibera dell'assemblea non fu implementata. Cosa che ovviamente fece letteralmente infuriare piú di uno. Forse mancó un tecnico, una persona con i poteri necessari, che avesse la voglia di assumersi l'onere. Fatto sta che il forum restó dove era. Con le sue troppe categorie, i suoi problemi, le sue perle, i suoi porci.

Nel luglio 2004, il forum é stato riformato, un'altra volta. Le nuove categorie in uso sono: Indymedia: features e dossier; Indymedia: il metodo (indyprocess); movimento: politica e societá; movimento: dal newswire; cultura e arte: riot zone. Gli utenti registrati sono circa duemilaeduecento. I messaggi in archivio piú di centoventimila.

Il nuovo forum ha resistito online solo per alcuni mesi: il 17 ottobre 2004, una operazione congiunta di Interpol e FBI ha portato al sequestro dei server su cui risiedeva il sito web di Indymedia Italia6.19.

Quando, alcune settimane dopo, il sito é ritornato disponibile con la totalitá delle proprie funzioni e archivi, il forum non é stato ripristinato. Nel periodo di fermo del sito si é avuta anche un ricambio quasi totale a livello di tecno-attivisti addetti alla gestione el server. Secondo i nuovi protagonisti di italy-tech, ragioni di sicurezza sconsigliavano che il forum fosse riproposto cosí come era, senza che qualcuno si prendesse la responsabilitá di seguirne l'andamento in termini di vulnerabilitá. Come era lecito aspettarsi, le proteste degli utenti del forum non si sono fatte attendere. Lo stesso é tornato disponibile, al solito indirizzo, a fine Novembre.

La discussione rispetto al forum non é, in effetti, mai terminata. Non si é ancora raggiunta una soluzione che sembri soddisfacente ai piú. Si smette di parlarne, per un pó, sulle mailing lists - piú per stanchezza che per altro. Fino a quando il forum ritorna - implacabile.

2005-06-21