A metá del 2002 il sito di Indymedia Italia ha abbandonato il software active per migrare verso un codice piú complesso e completo, Sf-active. A livelli differenti, gli attivisti dell'IMC italiano hanno dovuto imparare a conoscere il programma: capire come sarebbero funzionate le cose da lí in avanti. Sono state fatte molte prove, offerte spiegazioni, scritti piccoli manuali di riferimento.
La curva di apprendimento é stata molto bassa, e la familiarizzazione con la nuova piattaforma ha prodotto giudizi entusiasti. Il software é piaciuto molto, sia in termini di stabilitá che per la flessibilitá e la facilitá d'uso. Ció ha spinto alcuni attivisti a promuoverne l'adozione in altri progetti web, riconducibili alla stessa scena dell'attivismo digitale italiano (si veda il capitolo 2).
La pubblicitá ha sortito effetto. Oggi, utilizzano il software sf-active, tra gli altri: copydown (www.copydown.org), spazio antagonista di condivisione di materiali culturali, contrario al copyright; spialaspia (www.spialaspia.org), sito dedicato alla lotta contro le nuove tecnologie del controllo sociale; teppismo dot org (www.teppismo.org), piccolo portale anarco-tecnologico ; hub (www.hubproject.org), progetto di interazione su scala europee tra realtá politiche antagoniste.
Assieme al software, che é un esempio brillante di programma per la gestione di contenuti (CMS - content management system) ma ha comunque una serie decisamente ampia e agguerrita di 'concorrentí, anche in ambito di software libero, questi siti hanno mutato da Indymedia qualcosa di piú basico e radicale, ovvero la filosofia open publishing.
Trattandosi di espressione di progetti radicati nella scena underground, che non hanno una notorietá paragonabile a quella di Indymedia Italia, questi siti possono godere dei benefici della pubblicazione aperta senza preoccuparsi troppo né dello spam né di un eventuale sovraccarico informativo. Il newswire torna a essere assieme uno spazio informativo e un luogo di creazione di relazioni e trasversalitá, di scambio e contaminazione.
Ovviamente l'adozione della propria piattaforma software (e del proprio metodo di pubblicazione) da parte di altri progetti 'fratellí ha reso molto contenti i partecipanti all'IMC, sempre molto ben disposti nell'ambito della condivisione dei propri saperi. Citando le parole di un attivista storico di IMC Italia6.27
Se indy funzionasse da moltiplicatore e iniziatore delle cose e non solo da accentratore (come spesso fa per dinamiche tutte tipiche della comunicazione di massa e della psicologia sociale su cui potremmo discutere a lungo) io e penso molti altri ne saremmo molto felici 6.28.
A volte, fortunatamente, succede.
2005-06-21