Indymedia Italia é nata a Bologna, e attraverso riunioni faccia a faccia.
Eppure, la rete ha preso il soppravvento quasi subito. Dopo pochi messi, tutta (o quasi) l'informazione rilevante
per la gestione del progetto viaggiava via internet.
Chiunque, dotato di un terminale e di una connessione, poteva partecipare attivamente allo sviluppo del progetto
IMC, indipendentemente dalla sua localizzazione nel mondo della fisica e della geografia tradizionali.
Partecipano alla gestione di Indymedia Italia, via maling list, circa duecento persone. Di queste, cinquanta o sessanta sono le piú attive, cioé leggono e scrivono con cadenza quotidiana, o quasi, e sono coinvolte in un alto numero di sottoprogetti.
Settanta, ottanta persone é la media di frequenza delle assemblee nazionali. Questi numeri sono relativamente stabili negli ultimi tre anni.
IMC Italia ha conosciuto un boom di interesse e partecipazione nei mesi dopo Genova e fino la metá del 2002. A quel punto, c'é stata una flessione (aggiustamento al ribasso), a cui ha fatto seguito una fase di stabilizzazione.
Queste cifre sono relative alla partecipazione a livello nazionale italiano. Se teniamo in considerazione la crescente importanza e radicamento degli IMC locali con base cittadina, sotto-articolazione del progetto Indymedia in Italia, é piú corretto dire che ci troviamo di fronte a una gestione virtuale del progetto che coinvolge, quotidianamente, alcune centinaia di attivisti.
A livello di network internazionale, inteso come mailing list cosiddette 'globali', i numeri sono pressapoco gli stessi: qualche centinaio di iscritti, ma meno di cento in un qualsiasi determinato momento attivi su base seria e continuativa.
Se si volesse invece valutare la partecipazione alla rete Indymedia intesa come somma di oltre centocinquanta IMC sparsi per il pianeta, allora ci si sposta nell'ordine di grandezza delle migliaia di attivisti, di cui molte centinaia dedicati ogni giorno alla gestione del progetto. Per avere un'idea, limitata ma indicativa, sul server di posta IMC (sarai.indymedia.org), che ospita la maggior parte delle liste di Indymedia, transitano quotidianamente circa quarantamila e-mail.
Indymedia Italia ha gestito il progetto attraverso essenzialmente un'unica mailing list, italy-list, fino al Settembre del 2001. All'incontro nazionale di Bologna, che verrá archiviato come la prima Assemblea Nazionale di IMC Italia7.10, si decide di aprire un certo numero di sottoliste tematiche, sulle quali potranno agire altrettanti gruppi di lavoro - ciascuno dedicato a un'area specifica del progetto: video, contenuti della colonna centrale del sito, monitoraggio del newswire, rapporti con gli altri media...
Ogni lista si configura come un ambito di discussione e decisione aperto e orizzontale, dove tutti possono partecipare e dire la loro, e vige il metodo del consenso. I gruppi di lavoro sono autonomi ma ogni decisione finale spetta a italy-list. Le varie liste si impegnano quindi a formulare proposte da presentare, per la loro approvazione, nella lista principale.
Le modalitá di funzionamento delle liste é descritto cosí, in modo succinto ma efficace, da un attivista:
secondo me il metodo é: ..inizio discussione importante su una ml ....segnalazione su italy, chi vuole si iscrive e partecipa ......proseguio discussione su altra ml ....post risultati discussione su italy, per eventuali modifiche 7.11.
2005-06-21