Italy-list ha iniziato a essere il punto di riferimento principale per la comunitá attiva nella gestione del progetto Indymedia Italia nell'autunno del 20007.12, alcuni mesi dopo il lancio ufficiale di IMC Italia a Bologna.
A fine anno 2000 la lista contava poco piú di una ventina di iscritti. A Settembre del 2001 erano circa 220. Arriveranno a essere, nel 2003 e 2004, ben piú di 300. Con le difficoltá che questi numeri implicano, in termini di gestione delle conversazioni, in termini di adozioni di modalitá sia discorsive che decisionali che possano essere nei fatti inclusive e orizzontali7.13.
Indymedia Italia discute, su italy-list, di una quantitá incredibilmente vasta e differenziata di argomenti.
Per rendere meglio l'idea, ecco una panoramica degli argomenti che italy-list ha affrontato nell'Aprile del 2002: come gestire la copertura della situazione in Palestina: seguire gli attivisti che sono andati lá, attivare i contatti che si hanno con i media mainstream, fare un comunicato stampa, collaborare con Radiogap, organizzare dei presidi nelle piazze delle varie cittá; analisi della proposta di riforma della lista imc-process; utilizzo sulla lista italy-press delle stesse modalitá adottate da www-it (tagging delle mail); come usare la chat al posto della lista in situazioni di emergenza; Indymedia Israele attaccata da hacker di destra; discussione sullo stato del video su Genova che alcuni video-maker stanno completando assieme ai colleghi di IMC UK, dubbi, problemi; Indymedia a Brescia in occasione di Exa; come dare visibilitá al dossier sulla Palestina; proposta di riforma del newswire del portale indymedia.org; utilizzo del banner del sito per dare rilevanza a campagne, iniziative, ...; discussione sui limiti di orizzontalitá presentati dagli strumenti di interazione in uso (liste e chat); vendita di tre minuti di immagini sulla Palestina al programma tv Sciuscia; discussione sulla partecipazione IMC a un video girato dalla BBC con al centro il tema del libro di Negri 'Impero'; organizzazione del gruppo di lavoro italy-process; richiesta chiarimenti circa l'attesa per il documento di Indymedia Italia sui sequestri subiti a Febbraio; modifica delle modalitá editoriali del sito di Indymedia Svizzera dopo la denuncia di antisemitismo; thread su usi costruttivi e non della chat; proposta di usare la newsletter, che ha un patrimonio non sfruttato di iscritti; segnalazione che la lista conta 319 iscritti; proposta di meeting in irc; report della lista locale Indymedia Vicenza; questioni tecniche relative alla migrazione su un nuovo server; prima presentazione del progetto NGV; ...
Mi fermo qui, e sono circa a metá mese. Come dire; si discute di un buon numero di questioni, su questa lista. Tutte (o quasi) inerenti Indymedia, ma anche molto diverse tra loro.
I modi di funzionare di italy-list, e le differenze tra questo ambito, pensato per discutere e decidere, rispetto al newswire, deputato all'informazione, alle notizie, sono tracciati benissimo nella spiegazione che un'attivista offre a un nuovo arrivato in lista:
in questa lista, discutiamo delle cose piú importanti che riguardano indy: proposte di collaborazione, necessitá di affrontare cose serie (tipo: ci serve un'associazione culturale per fatturare lavori che vendiamo; tipo: il casino dei merdosi di napoli; tipo: vogliamo o no collaborare con tizio, caio e sempronio?). QUESTO é lo scopo di questa mailing list.
le altre mailing list, anche dette subliste, servono ad entrare nel vivo della collaborazione con indyitalia. se avete voglia, e tempo, di partecipare, iscrivetevi alla mailing list che vi interessa!! indy ha sempre grande bisogno di persone che abbiano tempo, voglia e connessione... ci sono seimilioni di cose da fare e non ci sta mai il tempo... ma non pensate che qualcun* verrá ad assegnarvi il compitino: entrate nelle liste, ascoltate, fatevi avanti con proposte o offrendo il vostro tempo e le vostre competenze o desideri. qualcun* vi spiegherá come metterle a frutto al meglio, e come intrecciarle con il lavoro altrui..
in tutte le mailing list di indymedia, vige la regola aurea del consenso, ovvero le decisioni non si prendono a maggioranza, bensí fra coccole e pancate si cerca di arrivare a una decisione che includa piú possibile anche le ragioni del dissenso7.14.
Come indicato da Marshall (2004) - il quale ha studiato la vita on-line, via mailing list, del progetto australiano, cybermind - l'analisi di una comunitá, e di una cultura, che evolve essenzialmente a partire da se stessa, é resa particolarmente ostica dal fatto che le persone apprendono le cose mentre le fanno, piuttosto imparare da altri, depositari di esperienza e sapere.
Questo (auto)addestramento costante, questa (auto)formazione che si fa sperimentazione costante, sono tratti salienti di un'esperienza quale quella di Indymedia.
Si tratta di portare nell'azione quotidiana, attraverso l'attuazione di pratiche, valori che sono ben chiari nella mente degli attivisti, ma che devono sempre varcare la soglia che separa gli ideali dalla loro attuazione concreta. In questo senso, italy-list, alla pari di altre mailing lists di Indymedia Italia, rappresenta un caso di continua rinegoziazione, tra i partecipanti, delle proprie modalitá di funzionamento.
Individuare i limiti per inventare soluzioni. Procedere a tentativi, in fondo: provare e vedere come va. Attraverso la pratica, e attraverso gli errori, Indymedia Italia impara a gestire se stessa, e a crescere.
2005-06-21