Metodologia d'analisi

Queste pagine sono un tentativo, forse goffo, di (af)fermare the state of the art del progetto - Indymedia in Italia. L'approccio scelto é analitico. L'intenzione é raccontare IMC, vedere dove é arrivato - spiegando, in parte, da dove é partito e quali strade ha percorso.
La narrazione ha fatto suo, come orizzonte temporale di riferimento, i cinque anni che vanno dal Giugno 2000 al Giugno 2005. Tuttavia, la mia partecipazione all'IMC italiano, come contributo attivo e in qualche modo continuo, si limita al triennio 2001-2004. Da quel periodo provengono la maggior parte delle citazioni incluse in questo testo. Quel vissuto rappresenta la base delle mie valutazioni circa Indymedia - la mia visione attuale.

Etnografia. Attivitá attraverso la quale gli antropologi raccolgono informazioni, per analizzare o interpetare una societá (Marshall, 2004: 5). Per certi versi abbiamo tra le mani una etnografia, per quanto informale, di Indymedia Italia.
La ricerca ha conosciuto quattro momenti, analiticamente distinti, e cronologicamente successivi:

Uno sguardo semiotico informa e arricchisce questa esperienza di ricerca, e il suo racconto. Uno sguardo miope, forse, a volte. Annacquato, e non sempre ortodosso. Uno sguardo che non ha saputo (o voluto) farsi analisi semiotica. Certo, avrei potuto scarabocchiare qua e lá un quadrato greimasiano. Non sono cose che si improvvisano (decenza deontologica).
Come proposto da Peirce, un secolo fa, possiamo pensare alla realtá come una dimensione costituita da cose in sé, che non sono alla portata dei nostri apparati sensori. Umani, imperfettissimi, ci avviciamo ai cosiddetti oggetti dinamici solo attraverso approssimazioni. Giriamo intorno (alla realtá, alla veritá, alla divinitá). Una danza a volte armoniosa e progressiva (altre volte banale, e/o deprimente). La conoscenza si dá solo attraverso avviciamenti, e messe in prospettiva.
Indymedia é l'oggetto dinamico di questa analisi, e comprenderla significa avvicinarla, attraverso una sequenza di oggetti statici.Illuminare, con luci differenti, porzioni differenti dell'IMC - per il possibile, complementari.

Prendo dai cultural studies l'idea che la pratica della ricerca debba necessariamente configurarsi come pratica critica: allo sviluppo teorico deve corrispondere un impegno di tipo politico (Grandi, 1994: 89). In una cornice di questo tipo l'analisi é pienamente cosciente della propria determinatezza storica e contestuale, e assume un carattere descrittivo. Indymedia come esercizio di una cultura. Che possiede valori, pratiche e significati propri.

Un'ulteriore declinazione di metodo sta nell'abbraccio al paradigma della PAR, participatory action research. Il centro della PAR é la creazione cooperativa di conoscenza, attraverso e per il cambiamento sociale (Uzelman, 2002: 110-125).
Questo approccio é particolarmente sensibile alle dinamiche attraverso le quali disparitá di potere e diseguaglianze sociali si riproducono attraverso il controllo e l'utilizzo della conoscenza scientifica.
Rifiuta qualsiasi atteggiamento che proponga una visione oggettivizzante del sapere, e mira a mettere in discussione i luoghi socialmente legittimati alla sua produzione.
Un fine primario della PAR é stimolare la comunitá a proporsi essa stessa come soggetto di studio, oltre che come oggetto di analisi. Il ricercatore, evitando attitudini paternalistiche o gerarchiche di sorta, puó contribuire offrendo cornici teoriche, e spunti di riflessione.

Da un punto di vista sociologico, l'orizzonte di questa analisi é di tipo meso: a livello micro abbiamo gli IMC locali, radicati nei tessuti cittadini; a livello macro si situa la rete Indymedia internazionale. Per molti altri versi, questo testo é una via di mezzo.
Le letteratura circa il fenomeno IMC non é enorme; in compenso, é in rapida crescita. Ho letto e citato tutti i lavori su Indymedia di cui ho potuto venire a conoscenza. Esperienza personale in Indymedia Italia, letteratura esistente, conoscenze a livello teorico sulla comunicazione di massa acquisite in Facoltá, esperienze (dirette, o vicarie) in altri progetti di ambito mediatico alternativo. Quattro pilastri per un edificio - di sedici capitoli.

2005-06-21