Al di lá delle liste, della chat, e di wiki, la cassetta degli attrezzi dell'attivista IMC comprende altri strumenti.
Per anni, fino all'affermazione di wiki, la comunicazione a livello di network internazionale viaggiava in parallelo via maling list e su web: internal.indymedia.org ospitava spunti di discussione, report di riunioni, riflessioni teoriche sullo sviluppo della rete IMC; process.indymedia.org era il luogo di riferimento per i documenti principali della rete (la sua carta di principi, le FAQ, le blueprint prodotte in occasione dei primi mediacenter, ...); tech.indymedia.org era il riferimento obbligato per la comunitá tecnica - gli 'smanettoni' dell'IMC.
A livello italiano sono stati usati, per un certo periodo, i dossier, come formato considerato adatto ad ospitare i materiali prodotti in preparazione di un meeting nazionale. L'idea era sicuramente buona, e consentiva a chiunque di contribuire, in uno spazio ben organizzato, che sarebbe poi servito come base per la discussione del fine settimana in vita reale. Non ha incontrato un grandissimo successo credo essenzialmente per il fatto di richiedere una certa quantitá di energia, e applicazione. Detto altrimenti: il dossier, pensato come strumento collettivo, finiva per essere portato avanti da un paio di persone. Quando queste hanno deciso di non procedere ulteriormente nell'aggiornamento dei materiali, il tutto si é fermato.
Ulteriore possibilitá, anche questa sfruttata in modo del tutto parziale, il forum. Indymedia Italia ha un forum attivo sul proprio sito, che peró la maggior parte degli attivisti piú costantemente impegnati nel progetto IMC degnano di pochissima attenzione7.22. Per questo motivo, la sezione del forum dedicata alle riflessioni su Indymedia stessa é sempre rimasta laterale, e con un cattivo livello di comunicazione, rispetto agli altri ambiti di discussione e coordinamento.
2005-06-21