Un'e-mail é un'e-mail é un'e-mail é un'e-mail...7.23
Evidentemente il coordinamento via computer di un progetto che si é fatto cosí complesso e sfaccettato come Indymedia deve affrontare costantemente la questione dei limiti insiti negli strumenti scelti. Mailing list, con il loro traffico, chat, con le sue chiacchere, siti web, con le loro informazioni e il loro spam. Strumenti da un lato versatili, e sulla cui funzionalitá nessuno esprime dubbi: é comune la consapevolezza che é proprio grazie a queste tecnologie, a un loro uso attento, all'interazione tra i vari strumenti, che il progetto IMC ha potuto vivere la 'vita louca' di questi cinque o sei anni.
Eppure, la coscienza dell'utilitá del kit tecnologico a disposizione non significa necessariamente mancanza di luciditá rispetto ai limiti insiti, da un lato, negli strumenti stessi, cosí come progettati e implementati, e dall'altro nell'uso che gli attivisti fanno degli stessi.
In ambito web, evidentemente, una innovazione interessante é quella costituita da wiki, che ha soppiantato i siti IMC-style e affiancato le mailing list in termini di gestione dell'informazione per cosí dire 'interna' alla rete IMC. Evoluzione in una direzione che scommette molto sull'attitudine cooperativa, oltre che sulla voglia di imparare, e di fare le cose assieme - attributi non certo scarsi nella galassia di attivisti di Indymedia. Altra novitá ricca di promesse é quella dei feed, ovvero della possibilitá di riutilizzare parte dei contenuti di un sito per generare dinamicamente i contenuti di altri spazi web: su queste basi (di cosidetta syndication) é stato ripensato il portale www.indymedia.org, il cui newswire é oggi una collezione, automatizzata, delle ultime features pubblicate sui siti web dei vari nodi locali IMC.
Rispetto alla chat, resta quella di qualche anno fa, con i suoi molti server e canali. Sono state messe a disposizione versioni ad alto profilo di sicurezza, che impediscono qualsiasi tipo di intercettazione dei messaggi. E' stato anche scritto, in ambito italiano, il codice per un 'bot', ovvero un robot, un programmino che abita la chat come un comune utente, ma riporta sul canale, in tempo reale, i titoli degli articoli pubblicati sul newswire di Indymedia Italia.
Si tratta di un primo, interessantissimo, anche se necessariamente limitato, tentativo di integrare i diversi ambiti di azione e informazione di cui Indymedia dispone: chat e web, in questo caso.
Si é parlato, in termini teorici, di strumenti in grado di avvicinare tra loro chat e mailing list. Nella pratica, non é esattamente facile.
Le mailing list sono da un lato preziosissime e dall'altro affette da una quantitá di problemi. Ad essere pessimisti, o stronzi, si potrebbe arrivare a scrivere della loro inadeguatezza, quantomeno rispetto alla gestione del progetto IMC Italia oggi7.24.
Sicuramente esiste un problema di sovraccarico informativo, sia nelle liste che fuori. E svariati tentativi di risolvero. Di fatto, se le cose stanno come sostiene Jordan, qui sotto, potrebbe essere tempo sprecato:
La spirale del tecno-potere é completata e re-iniziata con l'emergenza di un nuovo problema di sovraccarico informativo.
Questa spirale di sovraccarico, strumenti, piú sovraccarico e piú strumenti é fondamentale per il tecno-potere nel cyberspazio. Significa che nella misura in cui gli individui inseguono il proprio potere nel cyberspazio, essi costantemente richiedono piú strumenti tecnologici per gestire l'apparentemente infinito ammontare di informazione a loro disposizione. Il tecno-potere é elaborato costantemente per incontrare la domanda di controllo e gestione dell'informazione nel cyberspazio, assicurando in questo modo che il cyberspazio diventi sempre di piú tecnologicamente complesso7.25.
2005-06-21