Una comunitá é un gruppo di persone che condividono uno spazio, e interagiscono tra loro. Quando lo spazio é immateriale, virtuale, cyber, si parla di comunitá virtuali. Come in quelle fuori dalla rete, nelle comunitá on-line i partecipanti condividono un linguaggio, delle norme (un sistema di valori), ed eseguono rituali di differenziazione.
Tradizionalmente, il concetto di comunitá si riferisce a un insieme di persone connesse da valori comuni e che condividono forme di vita. Le comunitá che emergono in rete appaiono molto piú leggere, effimere, con una popolazione priva dei legami prodotti dal rapporto diretto, fisico. L'aspetto centrale di queste comunitá in rete é sicuramente il loro essere elettive: nessuno vi nasce membro, ciascuno sceglie consapevolmente se prendervi parte. (Carlini, 1996: 185-187)
Rispetto all'esperienza di Indymedia, possiamo chiederci a quali livelli differenti emergano i caratteri di una comunitá.
Indymedia Italia é una comunitá? Molto probabilmente sí.
E la rete IMC nel suo complesso? Tendenzialmente no. Anche se qualche attivista ne parla descrivendo
la sensazione che si trattasse di una comunita' di ampiezza mondiale, connessa dalla tecnologia 7.26.
Di fatto, gli attivisti IMC dei vari nodi locali che partecipano, da anni, con continuitá, al livello 'globale' del progetto, interagendo tra loro via mailing list e in irc, e incontrandosi anche a volte, a gruppi, nella vita reale, loro sono - io credo - qualcosa di molto simile a una comunitá (magari, reticolare7.27. Si tratta di poche centinaia di persone. Sostenere che l'intera rete di attivisti IMC sia nel suo complesso una struttura di tipo comunitario mi sembra invece eccessivo.
E gli utenti dei siti? Indymedia Italia ha per pubblico una comunitá? Probabilmente no, anche se vorrebbe essere un media comunitario. Troppe le differenze tra i tanti lettori del sito. Restringendo un poco la prospettiva: gli utenti del newswire, quelli che vi scrivono assiduamente... Loro credo siano qualcosa di piú simile a una comunitá. Difatti, prima che esistesse il forum di Indymedia, quando lo spazio commenti ospitava botta e risposta senza tregua, un gruppo di utenti del newswire capí che era meglio riservare al notiziario le informazione e andare a discutere altrove. Aprí una maling list, anti-global-net, e si mise a fare comunitá lí.
Gli utenti del forum. Loro hanno uno spazio il cui profilo, le cui caratteristiche, aiutano alla costruzione di una comunitá - possibilitá di registrare il proprio nome utente, possibilitá di istant messaging tra utenti, thread fatti apposta per discutere. In qualche modo la comunitá - o, se si preferisce, la pseudo-comunitá - del forum ha anche espresso dei rappresentanti, dei leader: quando nel 2003 Indymedia ragionava sul fatto di chiudere il forum (sfuggito di mano, degenerato, ...) alcuni 'portavoce' del forum discussero su italy-list con gli altri attivisti, esposero le loro ragioni.
E la chat? Ci sono persone che partecipano poco a Indymedia, nel senso di scrivere sulle liste, pubblicare nel newswire, aggiornare la colonna centrale, promuovere iniziative fuori dalla rete, eppure passano un sacco di tempo sul canale irc di indymedia. Assieme ad altri, attivisti IMC, che passano molto tempo in chat. Anche la chat ha delle modalitá comunicative che aiutano l'affiorare di uno spirito comunitario...
Indymedia Italia ha sempre spinto molto sulla questione del 'fare': impegno produttivo costante. E ha trascurato, un poco, le questioni relazionali. La chat, come il forum, sono perdite di tempo (é vero!). Peró poi andiamo a vedere in concreto cosa succede: le liste non tollerano pettegolezzi, sciocchezze, spreco di bytes e banda? Tot persone si ritrovano a chiaccherare in irc. Nascono amor.indymedia.org e radioserva.info. Siti con contenuti informativi vicini allo zero. Divertissements. Segnali.
Esiste un'esigenza relazionale, tra persone che evidentemente fanno cose assieme ma non hanno modo per ridere, farsi i complimenti, cazzeggiare. Non via mailing list. Persone che a volte si vogliono bene e hanno voglia di dirselo, piuttosto che condividere momenti di ozio, a canto a quelli dell'iper-produzione. La chat, il forum, come luogo di evasione, certo. I media istituzionali criminalizzano i ragazzi che fanno i graffiti sui muri - i writers. Sono perdigiorno imbrattatori. I media istituzionali non colgono il desiderio, l'urgenza, di cui quelle scritte parlano.
Stare assieme é qualcosa di piú che fare delle cose, assieme.
In un paragrafo del suo 'Il digitale é politico' che porta il titolo di 'Capitale sociale e l'importanza della fiducia all'interno delle comunitá, Paerson scrive:
Nelle Boyer Lectures del 1995, Eva Cox presentó la nozione per cui noi, come societá nel suo complesso, poniamo enfasi eccessiva sul capitale finanziario e fisico, e non sufficente sul capitale sociale.
Cox definisce il capitale sociale come 'i processi tra le persone che stabiliscono reti, norme e fiducia sociale e facilitano il co-ordinamento e la co-operazione per il reciproco beneficio'. Cioé, le forze che collegano e stringono assieme gli individui, le forze che fanno di un gruppo di persone una comunitá.
Se accettiamo il capitale sociale come strumento di misura fondamentale della comunitá, allora ne segue che scoprire la presenza di capitale sociale e relazioni di fiducia on-line puo' essere un buon parametro di misura di una comunitá virtuale.
Alternativamente, la sua mancanza puó indicare che ció che chiamiamo comunitá virtuale é solo un fantasma, un falso e deludente sostituto perpetuato da individui atomizzati davanti alle loro tastiere.
Il capitale sociale puó essere creato e accumulato in un mondo virtuale? Il capitale sociale é uno strumento di misura adeguato per verificare la coesione di un gruppo, e indicare se sono possibili processi decisionali virtuali di tipo democratico?
Cox presenta alcuni possibili segnali di presenza di capitale sociale. Ad esempio, il capitale sociale é accumulato quando le persone lavorano assieme in un contesto di tipo egualitario, non gerarchico, su basi volontarie, per il beneficio della loro comunitá, e non per guadagno personale. I membri della comunitá lavorano in cooperazione, non in competizione, e per il raggiungimento di obiettivi reciproci/comuni7.28.
Ecco perché Indymedia é cosí bella, e potente. Senza troppi dollari, inoltre.
2005-06-21