L'interazione faccia a faccia

Indymedia Italia é gestita - e per molti versi 'vive' - attraverso e dentro la rete internet. Le occasioni di incontro dei suoi partecipanti nella vita reale sono.. qualche volta all'anno.

In questo l'esperienza italiana marca una differenza importante rispetto ai numerosi IMC nati con presupposti cittadini (negli USA specialmente). Esistono sicuramente delle ragioni pratiche che stanno dietro alla scelta operata in ambito italiano di affidarsi in modo intensivo, a tratti quasi esclusivo, alla comunicazione via computer. La prima, la piú ovvia, ci dice che gli attivisti della rete IMC in Italia erano da subito soggetti provenienti da cittá diverse, e allo stesso tempo con una spiccata propensione all'uso delle nuove tecnologie.

Incontrarsi é indispensabile, per gestire il progetto in modo coerente, ma se esiste la rete, e se vi abbiamo accesso senza particolari problemi, allora gli incontri possono essere nella maggioranza dei casi virtuali. E' quello che é successo, nel 2000, e che continua a succedere, oggi.

Certo,

lo scambio faccia a faccia permette di valutare contemporaneamente gli argomenti e la personalitá dell'interlocutore, il linguaggio delle parole e quello del corpo, i fatti che ci vengono comunicati e il modo in cui sono trasmessi8.1.

Insomma, nella comunicazione mediata al computer mancano una quantitá di elementi che rendono unica, e non surrogabile, l'interazione fatta di copresenza, sguardi, toni della voce, ...8.2.

Eppure, sono proprio le tecnologie dell'informazione e della comunicazione che hanno permesso all'esperienza di Indymedia di diventare quello che é oggi - un media di massa dal basso, diffuso in cinquanta paesi, un punto di riferimento per moltissimi individui e gruppi dediti al mutamento sociale.

Usare la rete, usarla tanto, non significa non saper apprezzare la bellezza dell'interazione corporea, reale. Come scrive un attivista dopo aver partecipato al suo primo meeting nazionale:

E' bello dare per una volta un volto a quei nick amati/odiati durante le discussioni in lista. Guardare in faccia persone con le quali si sono passate notti di autismo per aggiornare ftr o solo per cazzeggiare in chat, condividere per una volta non solo le conoscenze ma anche un piatto di pasta, una birra, un posto dove dormire...8.3.

Abbiamo a che fare con una comunitá, o se si preferisce con una rete8.4, che da vita a Indymedia Italia ma anche a molti altri progetti - figli dello stesso underground telematico inquieto e antagonista, in cui attivisti, media makers, hackers, individualitá non conformate di estrazione varia sono confluiti - e che é cresciuta, in questi anni, attraverso appuntamenti, scadenze, progetti successivi. Cose fatte nella cosidetta vita reale, incontri a volte a distanza di mesi, per poi abbracciarsi salutarsi, e dire 'ci si legge'. Perché tra un appuntamento e l'altro, a fare da legame, ci sono le mailing list, e la chat.

2005-06-21