Gli IMC locali

Primo. Gli IMC locali, articolazione di Indymedia Italia a livello cittadino, le loro storie ed evoluzioni, meriterebbero per certo da soli una tesi, o un libro. Secondo. Io sono un cane sciolto (ultimamente, scioltissimo) dentro IMC Italia. Non c'é un IMC locale nella mia cittá. A un certo punto, abbiamo provato a lanciare l'idea, aggregare persone interessate. E' finita a tarallucci e marijuana.

Gli IMC locali su base cittadina esistono in Italia dalla metá del 2002. Con il cambio di software, e il passaggio a sf-active8.13, sono spuntate le categorie. Accanto a quelle tematiche sono state generate le categorie locali. Vari gruppi cittadini avevano giá un alias di posta locale, per i contatti (una cosa tipo bologna at indymedia.org), alcuni una mailing list. In diverse cittá i gruppi di attivisti IMC esistenti avevano voglia di sperimentarsi nella gestione di uno spazio web interno al sito nazionale ma autonomo.

Si é discusso parecchio di come dovessero o potessero evolvere le esperienze IMC su base cittadina. Ecco un'opinione, molto lucida. Gli IMC locali devono avere:

un ruolo STRATEGICO focalizzato sulla loro funzione di allargamento della base di persone che partecipano attivamente alla vita di indy sia sul sito che fuori e sulla funzione di diffusione del metodo politico di indy a 360 gradi su determinati territori, con un azione di catalizzazione di possibili trasversalitá al di lá delle identitá e basate sui contenuti e sui progetti. un ruolo INCIDENTALE focalizzato sul produrre e distribuire informazione sugli eventi locali8.14.

A Roma, a Bologna, a Torino, a Milano, a Napoli, a Firenze, a Perugia, e in altre cittá e regioni, gli attivisti IMC si organizzano e gestiscono a un livello micro, locale, che poi confluisce (in parte) in quello nazionale.

E' importante sottolineare che gli IMC locali sono nati dopo l'esperienza nazionale. Al contrario, la rete IMC internazionale é il risultato della volontá di coordinamento da parte degli IMC con base cittadina e nazionale. Questo punto aiuta a capire perché, come rete IMC mondiale, si dia la massima autonomia ai nodi locali, e si centralizzino solo le decisioni che necessariamente devono assumere quel tipo di respiro, mentre a livello di articolazione tra Indymedia Italia e sezioni locali cittadine il potere stia (quasi) tutto al centro.

Una situazione che non é per niente scontato che debba proseguire in questi termini. Forse un riequilibrio sarebbe anche salutare, desaturerebbe un poco gli ambiti (mailing list, per lo piú) nazionali e potenzierebbe le esperienze locali. I principi comuni sono quelli e non si discutono. Forse si teme un effetto disgregante, di tipo centrifugo. Forse, banalmente, nessuno ha ancora avanzato una proposta in questo senso.

Oggi, di fronte alla complessitá e alla 'fama' di Indymedia Italia, la funzione cardine degli IMC locali puó essere pensata anche nei termini che seguono, ovvero come porta d'ingresso all'ambito nazionale:

Sarebbe bene che un nuovo indyano possa (non dico debba) arrivare in primis al suo nodo locale, con cui puó avere un contatto umano dal vivo, magari sfruttare rapporti politico/personali pre-esistenti, condividere dialetti e problemi pratici. Cosí contribuirebbe prima a indy con il corpo che con la tastiera. Tanto per la tastiera c'é sempre tempo8.15.

2005-06-21